Esce oggi il nuovo disco di SUZ – Lacework

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Esce oggi “Lacework”
il terzo disco della bolognese SUZ, autrice di un trip hop elegante e raffinato
Una pubblicazione IRMA Records
Realizzato insieme al produttore Ezra Capogna (Ezra, Casino Royale, Dub Pigeon).
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Terzo lavoro per Susanna La Polla, in arte Suz, cantante e autrice bolognese che si è distinta nel corso della sua attività musicale per un trip hop elegante e raffinato, nonché per le numerose collaborazioni (fra le altre, quelle con Papa Ricky, Alessio “Alessiomanna” Argenteri, KutMasta Kurt, dj Katzuma, dj Pandaj Angela Baraldi e TY1). A distanza di quasi tre anni da “One Is A Crowd (2013 – No.Mad Records), oggi – 9 ottobre 2015 – esce per la storica etichetta bolognese IRMA Records il suo terzo disco intitolato “Lacework”, interamente realizzato insieme al produttore Ezra Capogna (Ezra, Casino Royale, Dub Pigeon).

“Lacework” significa “pizzo”, “merletto” ma se si presta attenzione al significato letterale dei due termini che la compongono: “lace” (laccio) e “work” (lavoro) emerge il senso latente di “intreccio” (“lavoro di lacci”). I dieci brani dell’album hanno infatti tutti a che vedere in qualche modo con legami, siano essi di sangue, amicali o sentimentali; relazioni narrate o semplicemente lasciate intuire su tracce “ricamate” con cura e minuzia con l’intento di creare un intreccio armonioso fra voce e musica. Anche questo disco, come i due precedenti, è nato al No.Mad Studio di Torino dove Suz ed Ezra si sono ritrovati a comporre, questa volta partendo da un pianoforte (strumento che appare per la prima volta in uno dei dischi di Suz), per poi produrre e arricchire i brani con suoni elettronici. I testi dei brani di “Lacework” hanno invece preso forma nell’arco del 2014 fra gli scogli dell’isola thailandese di Koh Tao, le strade di Brixton e la mansarda di Susanna in via del Pratello a Bologna. Storie di anime confuse, malinconiche, burrascose, ma anche intrepide, risolute, combattive. Elementi umani e naturali, avvolti dalla calda voce di Suz che ci accompagna tra acqua e fuoco, estasi e tormente, gabbie e pallottolieri, circondata da un alone d’inquietudine, tuttavia sempre contrastato da una viva determinazione o da un positivo spirito di rivincita. Il tragitto di “Lacework” sfiora perfino Antemussa, l’isola delle Sirene descritta da Omero nell’Odissea e da Apollonio Rodio nelle Argonautiche, che alcuni identificano con Capri, altri nei pressi di Capo Peloro (Messina).

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