Reeperbahn Festival 2015

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Volete vivere un po’ di atmosfera di un festival come il SXSW ma non volete spendere molto né fare un volo transoceanico? Potete provare una volta il Reeperbahn Festival ad Amburgo. E’ un festival indoor: le varie venue della zona (caratteristica, molto caratteristica) di St. Pauli ospitano ognuna uno showcase. La piazza centrale ne ospita di gratuiti, ed è il cuore pulsante della manifestazione.

C’erano 32.000 persone presenti in totale (compresi i titolari di biglietto, media e delegati), con più di 3.700 partecipanti mandatari abilitati e dei media provenienti da 40 paesi. 10 ° edizione anniversario del Reeperbahn visto 600 eventi, comprensivi di 400 concerti e 220 articoli per conferenze si svolgono in più di 70 sedi su ed intorno Reeperbahn di Amburgo (composto da 400 concerti, 220 elementi di programma conferenze e oltre 50 offerte dal campo delle arti visive, della letteratura e del cinema) ha avuto luogo presso oltre 70 sedi come classiche discoteche, bar, barche, le chiese, e musei. Particolare attenzione è stata posta sul St. Pauli Clubhouse aperto di recente con il Festival Reeperbahn 2015, fornendo sei nuove sedi nel centro della Reeperbahn, di Amburgo, punto di riferimento, Chiesa di San Michele, meglio conosciuta come Michel, come pure la ‘risonanza Camera ‘(resonanzraum) al bunker di Feldstrasse, utilizzato come sede per la prima volta nel 2015. Reeperbahn Festival anche una partnership con un paese focus, la Finlandia, per la prima volta in 10 anni di storia della manifestazione di quest’anno, con i Paesi Bassi ha annunciato come il paese partner per il 2016 che si svolgerà dal 21-24 settembre.

Quest’anno una quota particolarmente elevata di musica elettronica era parte del programma. Dal suo lancio nel 2006, e quest’anno difatti ne era il decennale, Reeperbahn Festival Amburgo si è trasformato in un imprescindibile evento per gli appassionati di musica nazionali e internazionali e professionisti del settore musicale.

La nostra parte di coveraggio per quanto riguarda il clima del festival e delle conferenze è molto carente: quando purtroppo si copre un festival da soli e quella parte in solitaria prevede il fotografare, quindi con orari certi e prefissati e a volte si viene accompagnati fuori dalla venue dopo la terza canzone proprio perché fotografi, è molto limitata. Avrete però a disposizione bellissime foto, e alcune interviste (abbiamo soprattutto approfondito nuove band olandesi (presto qui le audio interviste a Noblesse, Weval e Woot) grazie al dutch impact showcase. Nonché possiamo testimoniare che anche gli showcase italiani, polacchi, australiani, svizzeri e austriaci sono stati un notevole successo di pubblico che sembrava già conoscerne alcune band.

Ma ci sono anche tanti episodi che ci rimarranno scolpiti nella mente: i New Order che parlano in conferenza stampa, Dave Steward che da delegato passa a presentatore di un giovane lamentandosi delle genti che parlano ai concerti (argomento che noi dibattiamo da tempo e che insomma, sentiamo molto).

Partiamo dalla mancanza: visto che avevamo visto/intervistato ad Eurosonic e altrove negli ultimi anni ho con dolore sacrificato quelli che sembrano essere stati i favoriti del pubblico come Noah Kin, Fitzsimmons, Vok e De Marco per fare il -sigh- vero blogger duro e puro alla scoperta di nuovi entusiasmanti band che magari arriveranno oltralpe o forse no.

E quindi vi diciamo che rivedendo dopo il Frequency Festival un Josef Salvat lo inseriamo assieme a Dotan come tra i migliori musicisti che dovrebbero varcare le Alpi ed essere i nuovi Annibale. Vi si dice che i Rudimental sono bestiali e divertentemente efficaci come nessunaltro dal vivo.

Le conferme poi sono tante: le Girlpool hanno il live set dell’anno, i Lukas Grahm sono una band grande, ma quanto pare solo dove fa freddo, Femme è una figa della madonna ma non (solo) nell’aspetto ma in quell’attitude che ti sconvolge, i Great Lake Swimmers sono enormi dal vivo e ti riscaldano dentro, gli Heymoonshaker sono davvero bravi per quanto uno non può immaginarselo, Rhodes è una bomba e sentiremo presto parlare di lui ovunque.

Dovreste invece vincere la paura della provincia e andare a vedere gli imminenti show di Soley, Tim Vantol e di Magnus, e anche degli Arcane Roots.

Poi andiamo ai consigli per l’ascolto: Vianney vi piacerà: francese e giovane, con una gran visione del pop. Gabriel Rios non è così conosciuto ai nostri lidi, ma ha una delicatezza e una passione nel canto che vi conquisteranno. Shura è il futuro. Geniale.

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