2cellos @ Ferrara sotto le stelle, 30.07.2015

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Fa tappa anche a Ferrara il fortunato tour europeo dei 2Cellos, con la seconda data in Italia dopo Torino, e dopo un trionfale passaggio in Asia (16 date, tutte sold out) e un successo clamoroso a livello mondiale. Le precedenti date italiane, a dicembre 2014, hanno certamente contribuito a far conoscere ed amare il duo croato/sloveno al pubblico, che questa sera è presente già numeroso sotto il palco, fin dall’apertura dei cancelli.

La prima cosa che salta all’occhio osservando le persone presenti, è uno strano assortimento: si va dai metallari incalliti con t-shirt degli Iron Maiden d’ordinanza, alle ragazzine, sempre con t-shirt d’ordinanza – ma in questo caso dei 2Cellos – alle famigliole con bimbi piccoli, ai signori di mezz’età in camicia. Ma d’altronde non può essere altrimenti, per un gruppo il cui repertorio comprende arrangiamenti di brani che spaziano dai già citati Iron Maiden ai Muse, dalle colonne sonore di Morricone agli U2.

L’opening act è The Leading Guy, giovane cantautore folk triestino che li accompagna durante tutto il tour europeo: già apprezzato dal vivo in Francia, Spagna e in molti paesi della Mitteleuropa e dei Balcani, prima ancora dell’uscita del suo album di esordio, Memorandum. Personalmente, una gran bella scoperta: solo voce e chitarra, canta poche canzoni, ma raccontando la storia di ognuna; si rifà alla tradizione folk, ma con grande attenzione alla melodia; la sua voce pulita e le sue canzoni senza fronzoli entrano subito in testa e ci rimangono per un bel po’.

Arriva il turno dei 2Cellos: Luka Šulić per primo, e Stjepan Hauser poi, entrano ed iniziano a suonare Benedictus di Karl Jerkins; il pubblico immediatamente si zittisce e resta in ascolto in religioso silenzio. Dalla partenza in territorio classico, ci si avvicina poi gradualmente al pop-rock, passando dagli U2 con Where The Streets Have No Name e dai Coldplay con Viva la Vida. Si prosegue aumentando sempre di più il ritmo, prima con The Resistance (Muse), poi con With or Without You (U2), che viene dedicata alle donne presenti, ed arrivando al momento tributo a Michael Jackson, con Human Nature e Smooth Criminals.

Luka e Stjepan tra un brano e l’altro non si fanno sfuggire l’occasione di salutare il pubblico e fare qualche battuta, in inglese o con qualche frase in italiano; mentre Luka rompe il ghiaccio e chiede di cantare le canzoni “perché noi non sappiamo le parole”, Stjepan fa il piacione e infila un doppio senso dietro l’altro. Se qualcuno pensava che i musicisti classici fossero noiosi, beh, qui ha avuto molto materiale per ricredersi! D’altro canto, dal pubblico non mancano incitazioni e soprattutto gli apprezzamenti delle ragazze, che i due accolgono divertiti e sfruttano per ulteriori battute.

Si prosegue con Welcome To The Jungle, e se il set fino ad ora ha avuto un’evoluzione graduale, ottiene una vera e propria svolta con l’ingresso del batterista Dušan Kranjc, sulla successiva Thunderstruck. Qui è una vera e proprio esplosione di energia, una cavalcata sulla quale il pubblico si scatena, mentre i due violoncellisti maltrattano i loro strumenti, e Stjepan si contorce a terra in una performance degna di Angus Young. Dušan non si risparmia nemmeno per un secondo, e il concerto prende una piega davvero rock, con le cover di Smells Like Teen Spirit, You Shook Me All Night Long e Highway to Hell. La gente comincia a cantare più convinta, ma è solo su Satisfaction che si sente un vero e proprio sing-along; gli archetti sfilacciati, l’headbanging sui violoncelli, l’incitamento del pubblico: i 2Cellos sono ora delle vere e proprie rockstar.

Nel finale, il perfetto mashup di The Trooper degli Iron Maiden con l’Ouverture del Guglielmo Tell di Rossini, ci lascia con la consapevolezza che davvero, come dicono loro, l’unica distinzione che vale la pena di fare nella musica, è tra bella o brutta: “non facciamo distinzioni di genere. La musica che ascoltiamo e che suoniamo o ci comunica qualche cosa e allora la amiamo e ci piace, oppure non ci attrae e non scatena alcuna passione […] per noi è solo musica bella o brutta”.

Dopo un ultimo momento di furore con Back in Black, il concerto si chiude con l’aria sulla quarta corda di Bach: “abbiamo iniziato con la musica classica, e vogliamo chiudere con la musica classica”, dichiara Luka. E’ un finale che smorza un po’ bruscamente la carica sprigionata fin’ora, ma tutto sommato, non è male finire piano e in silenzio, e tornare a casa con le orecchie pulite.

E’ vero, i 2Cellos suonano pur sempre cover, ma con la massima padronanza data dall’impostazione classica, e arrangiate in un modo del tutto innovativo: riescono a rivoltare e a volte stravolgere le canzoni, e a fare incontrare mondi apparentemente lontani, come quelli della classica e del rock da stadio. E’ solamente musica, ma musica bella.

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