A Safe Shelter: viene pubblicato ‘People’ il nuovo singolo.

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Coverart: Sofia Milazzo
Scritto, suonato, registrato da Simone Zagari.
Mix & master: Gianmarco Manilardi.

“Negli ultimi anni mi sono ritrovato a viaggiare molto, a prendere molti treni e, ovviamente, a vedere tantissima gente. Così, di sfuggita. In stazione, in giro per strada, al bar. Mi affascina sapere che così tante persone sono sempre costantemente in viaggio. Fondamentalmente People parla di questo: una massa di persone che a colpo d’occhio sembra indistinta, ma che in realtà nasconde tante identità al suo interno, ognuna con la sua storia.
Per scrivere il brano ho iniziato – per assurdo, o forse neanche tanto – dal field recording che si sente in sottofondo verso 1 minuto, preso in Stazione Centrale a Milano. Si sentono le ruote dei trolley, i treni in arrivo o in partenza, ma soprattutto le voci delle persone. Il field recording finale (comunque sovrapposto a quello precedente che ho voluto riproporre anche in chiusura), invece, è tratto dal countdown del lancio dell’Apollo 13: mi ha colpito la frase “and our count continues to go well”, carica di gioia e aspettative per la missione spaziale, che si sarebbe poi rivelata un fallimento. Ho voluto però conservare la positività della speranza nei confronti di un nuovo percorso, ed è anche per questo che People è il singolo di lancio del mio progetto. Poi dal giro di pianoforte si è districata tutta la linea melodica in maniera molto fluida e naturale. Rispetto a tutte le altre tracce che ho in cantiere è sicuramente quella più “aperta”, positiva.
Un’altra cosa che vorrei sottolineare è la compresenza sia di beat che di inframmezzi più tipicamente ambient. Sono le due nature della mia musica e non posso rinunciare a nessuna delle due.”
(Simone Zagari)

A SAFE SHELTER
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A Safe Shelter è il progetto solista di Simone Zagari, nato (nel 1991) e cresciuto nella provincia sud di Milano. Simone inizia a studiare chitarra a 12 anni. Dopo 3 anni di solfeggio e arpeggi decide però che è arrivata l’ora di suonare il rock: abbandona il corso e continua da autodidatta, tra un video su youtube e spartiti “tirati giù” a orecchio. Dopo aver abbandonato la musica suonata per un po’, rispolvera la chitarra e riprende a suonare, senza più abbandonarla. Intorno ai 17 / 18 anni inizia ad appassionarsi alla musica elettronica e ad utilizzare i primi programmi di composizione e registrazione, più per sperimentazione e curiosità che per uno scopo divulgativo. Con l’adolescenza e il progressivo passare degli anni, la musica diventa una certezza, se non LA certezza, una fuga dalla vita in provincia, sebbene tutta la produzione sia ancora concepita come strettamente personale, privata.
La vera svolta è attorno ai 20 anni, quando compone musiche per dei video del progetto Rodef Group, vincendo anche un primo premio in denaro in un concorso indetto dal Polo Museale Fiorentino. Denaro subito reinvestito per acquistare le prime apparecchiature per una registrazione casalinga ma soddisfacente. Arrivano le prime demo pubblicate su Soundcloud, per vedere un po’ che effetto possano fare le tracce nel “pubblico”. Sorprendentemente e contro ogni aspettativa (i pezzi in questione erano ambient, di sicuro non un ascolto considerabile “semplice” o “accattivante”) la risposta è positiva. Da qui in poi inizia il vero percorso finalizzato alla pubblicazione, spinto da alcuni amici che sentono del potenziale in quelle demo. Tra questi Gianmarco Manilardi, che, con le sue conoscenze tecniche, accompagna tuttora Simone nel processo di mix e master dei pezzi.
Il nome del progetto è presto spiegato: A Safe Shelter, un rifugio sicuro, per non dimenticarsi mai da dove tutto è iniziato. Nasce così la prima traccia, Long Gone, che cattura subito l’attenzione di Sherpa Records, roster che accoglie il progetto nei propri ranghi dopo soli pochi giorni di vita pubblica, ma con in realtà anni di silenziosa e privata gavetta alle spalle. La musica di A Safe Shelter coniuga diverse declinazioni di elettronica: ambient e beat, chitarre e sintetizzatori, batterie “vere” e drum machine, field recording. Nei diversi pezzi si trovano in egual misura elementi più scuri e altri più luminosi, dicotomia irrinunciabile nella composizione di A Safe Shelter. Alla base c’è comunque sempre l’esigenza di una melodia, ma raramente di una forma canzone. La volontà è quella di creare qualcosa che sia difficilmente tracciabile (nonostante l’enorme background di ascolti e influenze), ma non per questo difficile da assimilare. La musica vuole essere sincera al massimo grado, rappresentando il presente e il passato dell’artista, “un rifugio sicuro” per lui, ma anche per l’ascoltatore.

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