Negrita @ Palafabris Padova, 14 aprile 2015

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Dopo le date di Firenze e Bologna, i Negrita approdano a Padova per la terza tappa del tour promozionale del loro nuovo album, 9.

È proprio con questo numero che inizia il concerto: sui tre schermi alle spalle del palco, alternato alle immagini dei rocker aretini, viene proiettato un countdown “alla rovescia”, che partendo da 1 arriva a 9.

La scaletta si apre con tre pezzi nuovi: Mondo Politico, Poser e Baby I’m in love; il pubblico apprezza ma sembra che ancora non abbia metabolizzato del tutto le nuove canzoni; non è certo un problema per Pau e soci, che da veterani del palco sanno bene come riscaldare l’animo dei fan.

Bastano infatti qualche incitazione di Pau e l’inizio di In ogni atomo per far partire una vera e propria festa sotto il palco, che continua subito dopo con Cambio. La data è ben lontana dal sold out, e alcuni settori delle tribune del Palafabris sono vuoti, ma con il pubblico raccolto nel parterre l’atmosfera diventa meno formale, e la passerella che parte dal palco e arriva in mezzo alla sala non fa che diminuire la distanza dalla band: la sensazione è quella di essere al concerto di una band di amici, che tra una canzone e l’altra parlano e scherzano con la gente che è venuta a vederli.

La scaletta prosegue con i pezzi forti del repertorio, accontentando tutti: sia i fan più giovani con i successi recenti (La tua canzone, Radio Conga, Un giorno di ordinaria magia), sia i nostalgici e i fan di vecchia data, con Magnolia, Bambole, A modo mio. Nel mezzo, si alternano le canzoni estratte da 9, come 1989 e Ritmo umano, che però sembrano non avere una resa eccezionale live: il tempo dirà se è solo una questione di rodaggio.

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Tra i momenti più emozionanti impossibile non citare E sia splendido, cantata da Drigo, che inizia piano da solo e viene poi raggiunto dal resto della band per un finale accelerato ed energico. Verso la fine Pau, Drigo e Mac si spostano sulla passerella al centro del parterre per l’esecuzione di Ho imparato a sognare, prevedibilmente cantata a squarciagola da ogni persona presente nel palazzetto.

Dopo la fine della prima parte, la band viene richiamata a gran voce sul palco per l’encore, che inizia con Il gioco e Che rumore fa la felicità, e si chiude con le immancabili Mama maé e Gioia infinita.

I Negrita sono una band rock nel senso più classico del termine, e non è poi così facile in Italia trovare un gruppo di successo che faccia questo genere, senza andarlo a cercare nell’ambiente alternativo o nell’olimpo delle cosiddette rockstar da stadio. Sul palco fanno semplicemente, ma con grande esperienza, il loro mestiere, che è quello di intrattenere, far scatenare con i riffoni rock, far ballare con le incursioni nei ritmi sudamericani, far emozionare con le ballad strappalacrime.

Possono piacere o meno, ma live dimostrano sempre la loro bravura, ed hanno il grande pregio di continuare a fare con onestà la loro musica, che certo, ha un target radiofonico, ma riesce a non risultare mai uguale a sé stessa.

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