Zola Jesus in concerto al Tunnel di Milano

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All’interno del Warm Up per il Design Week Festival di Elita, Zola Jesus era presente ieri al Tunnel, locale milanese ormai storico che più volte ospita concerti “di nicchia” restituendo al pubblico la vera atmosfera genuina dei live.

E l’essenza della musica dal vivo ha davvero animato il club di Via Sammartini in tutte le sue forme: i presenti infatti hanno avuto la rara possibilità di udire la voce dell’artista in tutta la sua effettiva potenza e persino senza microfono, come accaduto in occasione dell’intro di Nail, cantato a cappella davanti allo stupore generale – mio in primis – data la potenza vocale racchiusa in una ragazza così minuta.

Zola Jesus ha saputo catturare il suo pubblico in più modi attraverso un sapiente uso del piccolo palco, che ha sfruttato nella sua interezza: si è dimenata da destra a sinistra, arrampicata in cima all’allestimento e addirittura è scesa in mezzo al pubblico attraversandolo da cima a fondo.

Nonostante l’irruenza della sua voce e alcune movenze un po’ troppo esuberanti – a metà strada tra il dirompente e il posseduto – l’impressione finale è quella di un’artista che ama cantare – riuscendoci sorprendentemente bene – tanto quanto ama il suo pubblico. Nonostante il gap linguistico, la cantante ha cercato di coinvolgere gli spettatori a più riprese raccontando, tra l’altro, che fin dall’infanzia il suo sogno nel cassetto è di esibirsi alla Scala.

L’emersione del lato più umano – forse anche timido – di Zola Jesus, e dei suoi 25 anni, ha sicuramente regalato alla serata un’atmosfera unica e intima, suggellata dalle luci blu e viola del palco e dal modo ipnotico e squisitamente femminile con cui l’artista – volutamente retroilluminata per tutta la durata della performance – muove le esili braccia in accompagnamento alle parole dei brani.

Un’ora non stop di concerto che ha portato a Milano un ottimo esempio di quella che si può definire musica indiettronica, e che ha messo al primo posto la qualità dei suoni: da una parte la voce sorprendente di Zola Jesus, dall’altra uno strumento forse insolito in questo genere di occasioni, la tromba. Un’esperienza di qualità che ha chiamato al Tunnel più adulti che ragazzi, a dimostrazione della solidità artistica della Jesus.

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