Verdena live, Estragon Bologna 10.03.2015

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Si è conclusa a Bologna la prima parte dell’Endkadenz vol.1 tour, con una data all’Estragon sold out già da tempo, come già alcune delle precedenti.

Si comincia con i Jennifer Gentle, band italiana poco conosciuta in patria ma molto apprezzata a  livello internazionale, tanto da essere la prima band europea ad avere un contratto con Sub Pop.

I Jennifer Gentle ci trascinano nel loro mondo strambo e psichedelico, dove perfino un palloncino può essere “suonato”; non tutto il pubblico apprezza, ma i ragazzi sono bravi, e tra rock’n’roll e bizzarrie varie, un’ora passa velocemente.

Quando salgono sul palco, i Verdena vengono accolti con calore dal pubblico. La scaletta, come nelle date precedenti, si apre con Ho una fissa, ma è dalla seguente Un po’ esageri che i fan cominciano veramente a scatenarsi. Durante i pezzi del nuovo album sullo sfondo scorrono dei video, ma tutto rimane molto essenziale e nulla distoglie l’attenzione dalla musica.

Una delle caratteristiche del disco è il fuzz onnipresente su tutti gli strumenti, ed è così che suona anche dal vivo: il suono è molto distorto e massiccio anche quando Alberto passa alla tastiera; inoltre il turnista Giuseppe Chiara dà il suo contributo passando abilmente dalla chitarra alle tastiere. Luca alla batteria è una macchina da guerra e non perde mai d’intensità durante tutto il concerto.

La scaletta continua con i pezzi di Endkadenz vol.1 intervallati dai successi meno recenti, che vedono la maggiore partecipazione del pubblico: Loniterp, una potentissima Attonito, Canos, fino ad arrivare ad un momento acustico con Nevischio, Trovami un modo semplice per uscirne e Razzi arpia inferno e fiamme.

Non ci sono molte interazioni con il pubblico: Alberto suona e canta concentrato, Roberta invece ogni tanto ringrazia sorridendo. Ma quello che ci devono dire, i Verdena ce lo dicono con la musica, e tanto basta.

Le canzoni scorrono via una dopo l’altra senza intoppi; l’unica volta che sembra ci sia qualcosa di strano, Roberta scherza dicendo che “sono i Jennifer Gentle che ci fanno gli scherzi”.

Verso la fine arriva il momento dei classici: Valvonauta, Ovunque e Luna vengono cantate a squarciagola da tutti i presenti; Alberto a questo punto si lascia andare ad un sorriso e lascia cantare al pubblico qualche verso.

Due ore di rock senza interruzioni, un concerto potente e coinvolgente di una band che si conferma tra le più grandi in Italia.

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