Ennio Morricone live al Forum di Assago

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Un concerto di Ennio Morricone è uno show difficile da riassumere a parole, più vicino – ovviamente – a una spettacolo teatrale che a una performance da palcoscenico. Non è usuale, del resto, vedere un parterre come quello del Forum di Assago trasformarsi per l’occasione in platea, invasa da persone di ogni età in cerca del sacro posto assegnato. Ieri sera c’erano davvero tutti: gruppi sulla trentina, coppie over 60, ragazze universitarie… a dimostrazione di quanto il fenomeno Morricone sia socialmente trasversale. I biglietti, va detto, avevano tutto fuorché un prezzo popolare, motivo per cui gli anelli erano gremiti mentre in platea spiccavano diverse sedie vuote, com’è giusto che sia in tempo di crisi.

Nessuna particolare scenografia alle spalle dell’Orchestra Filarmonica di Praga e del Coro Lirico Sinfonico di Verona: solo un enorme tendone bianco che grazie alle luci si è colorato di svariate tonalità, dal giallo fino al blu. L’attenzione del pubblico era tutta per la musica, anche dal punto visivo: sul palco scintillava  ogni strumento del creato – persino i bonghi – in un’atmosfera a tratti quasi sacra che ha riportato i presenti alla natura intrinseca dei suoni.

Quasi invisibile davanti ai suoi musicisti, Morricone ha diretto l’orchestra per oltre due ore, divise in due parti da una pausa. Lontano da qualsiasi genere di one man show, per tutta la serata non ha proferito verbo, arrivando al pubblico attraverso i suoi ripetuti inchini e soprattutto con ogni singola nota. Difficile non commuoversi al partire di Nuovo Cinema Paradiso, impossibile non farsi trasportare con ogni brano in un film, memoria e persino fantasia diversi. Forse se il mondo è un posto gradevole è che perché esistono uomini come Ennio Morricone, capaci di comporre melodie tanto poetiche ed eterogenee accomunate dalla capacità di lasciare in silenzio persone totalmente diverse tra loro: per una sera centinaia di orecchie hanno assaporato insieme il gusto della musica vera, lontana dai concerti indie, rock, pop e dalle boyband per ragazzine cui la contemporaneità ci ha abituati. Quella di Morricone è una musica senza tempo, destinata a rimanere nella memoria collettiva, scrivendo un pezzo della storia dell’umanità: questa, se non altro, è stata la mia impressione da spettatrice, entrata al Forum conoscendo solo i brani più noti del Maestro e uscita con la consapevolezza che per abbandonarsi alla vera arte non servano nozioni di alcun tipo.

A differenza di altri concerti che a furia di puntare su scenografie e coreografie finiscono per essere quasi impegnativi da seguire a lungo andare, lo spettacolo di Morricone avrebbe potuto durare anche quattro ore, senza affatto stancare il suo pubblico. Di delicatezza e qualità, del resto, non si è mai sazi.

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