alt-J, il concerto a Milano [live report]

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Erano attesissimi per l’unica tappa italiana del loro tour, tanto che la data inizialmente annunciata è stata posticipata e trasferita in una location più grande, per accogliere l’ondata di persone prevista (an awesome wave, verrebbe da dire) e che in effetti ha riempito il Mediolanum Forum di Milano facendo registrare il sold-out.
Si fanno attendere un po’, gli alt-J, preceduti dai Gengahr e dai londinesi Wolf Alice. Poi, una luce rossa inonda il palco, ed eccoli comparire, materializzarsi sulle note di Hunger of the Pine, primo singolo estratto dal loro ultimo album, This Is All Yours, seguito a ruota da Fitzpleasure e Something Good.
La combinazione tra i brani dei due album della band è ben bilanciata, la scaletta è rigorosa. I quattro sono disposti alla stessa altezza di fronte al pubblico, l’esecuzione tecnica è perfetta: nessuna pecca, nessuna sbavatura, né tantomeno alcuna improvvisazione, se non un paio di cori lasciati alla sola voce del pubblico. Ma fa tutto parte del gioco, un meccanismo in cui quel loro sound così particolare, fatto di elementi folk e rock, hip hop, trip hop e riff elettronici, assume una profondità e una potenza trascinanti.
Una parte importante di questo gioco di prestigio è affidata alle luci, in un’alternanza di colori freddi e caldi, come la tempesta arancione che si scatena su Something Good, i riflessi verde-azzurro che pervadono il Forum su The Gospel of John Hurt e i mosaici che si disegnano alle spalle della band durante Taro (pezzo che strappa un’ovazione). Questi effetti arrivano spesso a celare i loro volti, a farli diventare delle sagome da cui sgorga questo suono, forte e ipnotico allo stesso tempo. Parlano poco, ma di fronte alla miriade di accendini accesisi su Warm Foothills, anche Joe Newman si fa sfuggire un “This was spectacular”.
The Gospel of John Hurt chiude la prima parte, poi l’encore, il saluto, e dei lampi di luce gialla e bianca accompagnano Breezeblocks, brano con cui i quattro di Leeds si congedano da un pubblico accorso da tutta Italia per vederli e che già non vede l’ora che tornino.

La scaletta:
Hunger of the Pine
Fitzpleasure
Something Good
Left Hand Free
Dissolve Me
Matilda
Bloodflood
Bloodflood Pt. II
Leon
Interlude I (The Ripe & Ruin)
Tessellate
Every Other Freckle
Taro
Warm Foothills
The Gospel of John Hurt

Encore:
Lovely Day
Nara
Leaving Nara
Breezeblocks

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