2cellos live at Estragon Bologna

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Questo post sarà pieno di luoghi comuni: vediamo se li scoviamo assieme!

Dunque, sono rientrata dal concerto dei 2Cellos a Bologna. Ero uscita con un sorrisone e gasata come una bimbetta, sono arrivata alla macchina e: tadaaah! Aperta, con la mia borsa da piscina rovesciata (grazie per non avermi preso l’accappatoio in microfibra, dacché trovare una taglia che non stringa sulle tette è diventato complesso) un po’ ovunque. Fortunatamente vedere il mio costume arancionero a mo’ di vessillo attaccato al lunotto -ove l’automobilista medio probabilmente attacca più volentieri pupazzi o rosari- mi ha salvato dalla crisi di nervi. Quindi se v’hanno arrrubbato anche a voi: stringiamoci a coorte, amici. Io l’ultima volta che avevo visto i 2Cellos era a Novi Sad, sono rientrata alle 4 e mezza di mattina in hotel facendo 2km a piedi in una strada semibuia e nessuno mi ha rotto le ovaie. Vado vicino casa e mi aprono una macchina che ha 13 anni e mezzo (rompendomi anche l’airbag: non basta rubare. Devo farmi anche scippare soldi per aggiustarlo). Quindi ora scusate se per due righe sospiro dicendo che mi manca andare ai concerti sicura e tranquilla come mi capita in Olanda, etc etc ma ecco: checcazzo. Quanto tempo era passato da quello slogan cittàpiùsicure? Una ciospa.

(ehy, non ho detto parolacce? perbacco)

Chi non conosce i 2cellos: ricordate quante volte ce le avete sfrante a noi femmine dicendo che c’erano le violiniste fighe nell’orchestra di sanremo o dove? Credo fosse la stessa annata di cittàpiùsicure. Ma ecco, chi ha studiato o frequentato i conservatori sa che non so… sarà perché il Violino gli è strumento de’ il dimonio, ma noi che ci si è avvicinati a suonare gli Archi si è tutti dei fighi (io internamente sono molto figa. Le mie lastre sono bellissime)

Chi è dunque nella Classica o Colta o come la volete girare, è sotto sotto grato a ‘sti due ragazzi che vi stanno facendo capire che chi suona codesti generi non è un tristone secchione: ne conoscessi uno così. Anzi, più gli indiez sono così. Se siete stati in questa tornata italica dei concerti dei due ragazzi croati avrete certamente notato che si ride perché sono giocosi e simpatici anche negli intermezzi non suonati. Poi sono fighi e finalmente noi donnine possiamo vedere qualcosa di piacevole, il che non si butta via. Io lo chiamerei pacchetto completo: bravi, belli, simpatici. Paghi un biglietto e ne esci arricchito musicalmente e di ogni.

Quindi vi ricorderete che Luka ci ha detto che se la prima parte era più tranquilla non ci dovevamo addormentare, no?

Non cambia molto rispetto all’epica esibizione all’Exit Festival di quest’estate: forse molto più calore e la gigantesca platea serba ha fatto la differenza rispetto a un club show. La scaletta non cambia di molto, anche se ora c’è maggiore percezione del concerto -usiamo qualche termine meno scanzonato- in crescendo. Non solo perché a Luka Sulic and Stjepan Hauser a un certo punto va ad inserirsi la sezione ritmica del batterista Dusan Kranjc. Ma proprio per via di una splendida fusione tra arrangiamento e passione nel suonare, che prende le mosse anche dall’entusiasmo del pubblico presente. “Se voi sapete il testo cantatelo durante le nostre canzoni, perché noi invece non lo conosciamo” dice Luka. Così fa il pubblico. Mentre quando Stjepan fa uscire il suo animo passionale dal sorridere si passa all’essere invasi da un fascino charmant che spesso manca sui palchi.

Momento più telefonini e tablet in aria su Smooth Criminal: forse perché la più conosciuta, visto che anche Giacobbo a Voyager o Bossari su Italiauno ne avevano trovato significati alchemici nella scrittura del testo di Jacko, e la più guardata su internet (forse ora superata dalle visioni di Thunderstuck su youtube? dopo controllo). Credo che probabilmente il concerto potrà avere presto un bootleg multicam su youtube.

Se la sottoscritta ha sempre il suo momento felicità sulla quinta canzone (sì, l’overture non la calcoliamo, dai: quarta) che è la cover di Resistance dei Muse, probabilmente la parte di Smells Like Teen Spirit (Nirvana), You Shook Me All Night Long e Highway to Hell (AC/DC) per giungere a (I Can’t Get No) Satisfaction degli Stones è probabilmente il fulcro emotivo-emozionale di tutto il set. Ballare sulla classica? E’ possibile, come del resto il parlare di musica.

La cosa che forse stona leggermente, in un concerto che è una perla, di più è la cover di Sting/Police alla fine. Non vedo molto bene un brano tranquillo con un arrangiamento “tranquillo” per chiudere. Almeno arrivare all’andante, sarebbe più degna conclusione.

Infine: se non vi piacciono le cover posso un po’ capire. Ma l’innovazione di pop-pizzare strumenti e arrangiamenti “classici” è un buono spunto. Poi potreste dire paraculi. Sì, embé? Non discutiamo il valore dei due: guardate i loro curricola, premi, partecipazioni da violoncellisti. Un ruolino di marcia pauroso. E, come sembra moda sottolineare in italia, sono il giovane Luka e il giovane Stjepan, di neanche 30 anni ma così ricchi di esperienza, perizia e bravura da saper suonare tutto bene, da Rossini a Chris Martin.

Aspettiamo il prossimo album, qui. E performance più sicure (che detta così… quasi quasi ci scappa una sponsorizzazione della Durex)

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