[social] [social_icon link="/?feed=rss2" title="RSS" type="rss" /] [social_icon link="http://facebook.com/lostingroovemag" title="Facebook" type="facebook" /] [social_icon link="http://twitter.com/lostingroove" title="Twitter" type="twitter" /] [social_icon link="http://plus.google.com/113020370236331355022" title="Google+" type="google-plus" /] [/social]

Down The Rabbit Hole 2014 live report

0

Che ne dite di un festival sul lago in cui magari al tramonto vi mettete là sulla spiaggia e per 5 secondi staccate la testa da dove siete e vi sembra di stare in qualcosa di magico?

Ovvio, non tutto quadra. Tornando in hotel il secondo giorno grazie ad uno dei fotografi di Nijmegen (perché sì: due giorni la navetta funzionava ma per il giorno in mezzo non c’erano scuse e aiuti per chi era coi mezzi… magari questa è una delle cose da correggere) si diceva che la posizione di questo festival, non andato soldout per la concomitanza di altri 4 eventi nello stesso weekend, non è sicura per l’anno venturo. Sarebbe un peccato: il down the rabbit hole festival è carino.

Certo: alcune cose sono da migliorare (vedi la lunga camminata per raggiungere l’ingresso ed essere obbligati a passare in mezzo all’area camping… oppure la mancanza di navette, come dicevamo). Ma la location è da urlo. E la lineup per noi indielovers è una piccola gemma: con un costo risibile per noi abituati ai concerti a Rho si riesce a vedere a meno di 120 euro Black Keys, Foals, MGMT, Damon Albarn, Warpaint, il futuro idolo delle folle Hozier, i chiacchierati Temples e una manciata di artisti-che-fanno-fatica-a-varcare-le-alpi mettendo le proprie terga.

I tre giorni sono ben strutturati. Un po’ peccato per i concerti troppo presto come James Vincent Mc Morrow che si è esibito a mezzogiorno, orario più comodo per gli avventori del campeggio. Per il resto la timetable era fattibile (sovrapposizioni quasi nulle) e per di più l’ummarell che è in me ha potuto osservare le reazioni olandesi ad una partita di calcio…

Oltre ai live anche le attività collaterali del villaggio erano molto graziose: giochi; hulahop e buon cibo. I live sono stati memorabili: una sessione di classe dei Balthazar, un autentico live energetico dei Black Keys che hanno suonato il loro rock da stadii, i Foals degna chiusura dei tre giorni… delle Warpaint solo un po’ più sottotono rispetto al Primavera Sound 2014. La meravigliosa Tune Yards ha messo su un set pazzesco. Mentre per Damon Albarn la performance è stata cosi’ toccante e coinvolgente come a una messa.

Speriamo di avervi incuriositi e intrattenuti sui nostri social.

Per il resto ri rimandiamo alle nostre fotogallery. Arrivederci al 2015 speriamo!

Share.

About Author

Comments are closed.