Arti Vive si chiude nel segno di IOSONOUNCANE: l’essenzialità che emoziona

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Si è chiusa con una delle serate più intense la diciannovesima edizione di Arti Vive Festival. In Piazza Lusvardi, IOSONOUNCANE ha scelto la forma più essenziale possibile: voce e chitarra. Un live asciutto, privo di sovrastrutture, in cui ogni brano ha trovato spazio per respirare, mettendo in primo piano la forza della scrittura e un’interpretazione capace di alternare fragilità e tensione. Il pubblico ha seguito il concerto in un silenzio raro, rotto soltanto dagli applausi che hanno accompagnato ogni passaggio più intenso.

Ad aprire la serata è stato Lacana, con un set elegante e personale che ha saputo conquistare l’attenzione fin dalle prime note. Le sue canzoni, sospese tra cantautorato e ricerca sonora, hanno preparato il terreno al concerto principale senza rinunciare a una propria identità, confermando il valore di una proposta artistica in piena crescita.

Con questo ultimo appuntamento si chiude l’edizione 2026 che ha ribadito la vocazione di Arti Vive: costruire un cartellone capace di affiancare nomi affermati e nuove traiettorie della musica contemporanea, mantenendo al centro la qualità della proposta artistica e il rapporto diretto tra artisti e pubblico. Un festival che, anno dopo anno, continua a distinguersi come uno degli appuntamenti più significativi dell’estate culturale emiliana.

Gallery a cura di Elisa Magnoni

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