“Finiremotuttiafarcimale!” dei Colla: la coerenza come atto di resistenza

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I Colla non sono mai stati una band interessata a stare al passo con le mode, e Finiremotuttiafarcimale! lo ribadisce senza mezzi termini. Il nuovo disco è un blocco compatto, diretto, quasi testardo nel suo rifiuto di qualsiasi distrazione esterna: niente featuring, niente deviazioni evidenti, nessuna concessione a quella fluidità di genere che oggi sembra obbligatoria. È una scelta che può apparire controcorrente, ma che in realtà è perfettamente coerente con il loro percorso.

Il suono resta ruvido, essenziale, figlio di un immaginario che affonda nel punk e nel rock più viscerale, ma senza nostalgia sterile. Qui non c’è revival: c’è piuttosto una tensione continua, un’urgenza che attraversa tutto il disco e che sembra nascere proprio dalla volontà di restare fedeli a sé stessi. Le chitarre sono frontali, spesso abrasive, mentre la scrittura mantiene quella capacità di essere immediata senza risultare superficiale, anzi caricandosi di un sottotesto emotivo sempre più evidente.

Quello che colpisce è proprio questa chiusura “attiva”: i Colla sembrano scegliere consapevolmente di non aprirsi a contaminazioni esplicite o collaborazioni, come se il loro linguaggio fosse già completo così. In un panorama in cui l’ibridazione è spesso sinonimo di crescita, loro fanno il percorso opposto: scavano, insistono, limano. E paradossalmente è proprio questa ostinazione a rendere il disco credibile.

Finiremotuttiafarcimale! non cerca di sorprendere con svolte improvvise, ma convince per coerenza e intensità. È un lavoro che non ammicca, non cerca scorciatoie e non si appoggia a nomi esterni per amplificarsi. Può sembrare un limite, ma è anche la sua forza: un disco che suona esattamente come deve suonare, senza compromessi. E oggi, in mezzo a tanta sovrapposizione e rumore, è già una presa di posizione piuttosto netta.

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