Con “Mobili Credenze”, Luca Cescotti costruisce un disco che non si limita a raccontare, ma osserva. E lo fa da una distanza emotiva precisa, quella stessa sospensione che si ritrova in film come Lost in Translation o 21 Grammi: opere in cui il senso non è mai immediato, ma si deposita lentamente, tra le pause, gli scarti, le cose non dette.
Cescotti arriva a questo lavoro dopo un percorso da musicista e compositore cresciuto tra studio classico e ricerca personale sul suono, con una forte attenzione alla dimensione timbrica e all’equilibrio tra scrittura e produzione. La sua traiettoria lo ha portato a muoversi in un’area ibrida della musica contemporanea italiana, dove il cantautorato non è mai puro e l’arrangiamento diventa parte integrante del racconto, quasi quanto il testo.
Mobili Credenze si inserisce proprio in questo solco: un disco che non appartiene a un genere definito in modo rigido, ma che assorbe elementi di songwriting intimista, ambient, post-rock e una forma di elettronica minimale e cinematica. È una scrittura musicale che non cerca la canzone “chiusa”, ma piuttosto la costruzione di ambienti sonori, come se ogni brano fosse una stanza in cui il suono si comporta come materia viva.
Il disco si muove su una linea narrativa frammentata e profondamente visiva, in cui le tracce non sembrano episodi isolati ma parti di un unico flusso mentale. Non c’è una struttura classica a guidare l’ascolto: tutto procede per accumulo, sottrazione e ritorni emotivi, come se la musica stessa seguisse un montaggio cinematografico fatto di ellissi e dissolvenze.
Dal punto di vista sonoro, Cescotti lavora con grande attenzione alla spazialità. I brani non riempiono mai completamente il campo, ma lo modellano: le frequenze si aprono e si richiudono, le melodie emergono e poi si ritirano, lasciando spazio al silenzio come elemento compositivo. È una musica che vive tanto nei pieni quanto nei vuoti, e che trova proprio nel non detto la sua forza principale.
La sensazione complessiva è quella di un disco che si muove continuamente tra interno ed esterno, tra memoria e presente, tra presenza e assenza. In questo senso, “Mobili Credenze” non è solo un lavoro musicale ma un paesaggio emotivo instabile, dove ogni dettaglio quotidiano — un oggetto, una stanza, una luce — diventa un punto di accesso a qualcosa di più profondo e indefinito.
Come nei film di Sofia Coppola o di Iñárritu, tutto sembra ruotare attorno alla distanza: quella tra le persone, tra ciò che si prova e ciò che si riesce a dire, tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere. Ed è proprio in questa frattura che il disco trova il suo centro.
Non è un ascolto immediato né accomodante: è un’opera che richiede tempo, attenzione e disponibilità a restare nell’incertezza. Ma è proprio lì, in quella sospensione quasi cinematografica, che “Mobili Credenze” costruisce la sua identità più forte e riconoscibile.
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«Ho deciso che il mio nuovo disco “Mobili Credenze” non sarà disponibile su Spotify.
È una scelta consapevole e politica, nata dal rifiuto di sostenere un modello che investe in guerra e svaluta il lavoro degli artisti. Negli anni ho usato quella piattaforma, ma oggi non me la sono sentita di fare finta di niente.
Chi crea deve essere pagato in modo equo, non celebrato a parole e ignorato nei fatti.
Per questo vi invito ad ascoltare “Mobili Credenze” sulle altre piattaforme digitali, perché ogni stream, ogni acquisto, ogni condivisione è un gesto concreto.»
Testi e musiche: Luca Cescotti Saletzone: Luca Cescotti
Voce, chitarra acustica, viole da gamba: Luca Cescotti
Piano Rhodes e synth: Sergio Marcante
Chitarra elettrica: Alberto Rassu
Basso: Giovanni Zordan, (Andrea Marrama nel brano “Mosca”)
Batteria: Alessandro Barbieri, (Massimo Cogo nel brano “Mosca”)
Mix: Martino Cuman, (Riccardo Menegon per il brano “Mosca”)
Master: Giovanni Nebbia
Copertina: fotografia di Luca Cescotti
Registrato presso: Sotto il Mare Studio (VR), Saletz Studio (VI)
BIO:
Luca Cescotti è un cantautore, compositore e polistrumentista italiano. Diplomato in viola da gamba al Conservatorio di Vicenza, sviluppa il proprio percorso artistico tra musica antica e contemporanea, affiancando all’attività concertistica e discografica nel repertorio barocco una personale ricerca autoriale.
Nel progetto solista fonde voce, chitarra acustica, viola da gamba e sonorità elettroniche, dando vita a un linguaggio musicale che attraversa pop, rock alternativo, funk mediterraneo e atmosfere ambient. Dopo l’EP “Amarsi Bene” (2022), nel 2025 pubblica alcuni singoli che anticipano “Mobili Credenze“, il nuovo disco in uscita a febbraio 2026. Parallelamente si dedica alla composizione e produzione di colonne sonore per cinema e audiovisivo, con lavori presentati in festival internazionali. Porta avanti inoltre una ricerca sonora e improvvisativa sullo strumento, collaborando con artisti e danzatori contemporanei.