La cantante franco-svizzera YOA canta delle sue avventure parigine, alimentate dal matcha e dalle confidenze tra amiche. Ci sono le delusioni dell’amicizia, il sesso senza censure, la fragilità della salute mentale, l’amore contaminato dall’eteronormatività… tutto senza filtri. Chi meglio di lei per cantare dello stupro subito, rivolgendosi direttamente al suo aggressore?
Ispirata sia da Annie Ernaux che da Flavien Berger, è riuscita nell’impresa di creare un sound pop su misura che brilla di luce propria, intriso di influenze bossa nova, techno, hyperpop e r&b , senza mai aderire a un genere specifico, riuscendo a far rima con tutto grazie ai suoi testi poetici, crudi e audaci.
La sua performance sul palco si ispira alle più grandi pop star americane: danza a tutto tondo, pura performance al 100%, ed è stata acclamata ai premi Victoires de la Musique del 2025, dove si è aggiudicata il premio “Esordiente dell’anno”. Si è già esibita all’Olympia e alla Salle Pleyel … Il prossimo passo logico è ormai scontato.