JUNGLE JULIA
Sono disponibili da oggi i
videoclip di
“AL BUIO” e “Il SONNO”
I due brani inediti contenuti nel
secondo episodio discografico
“LODE”

Tutte e quattro le tracce contenute in
“Vespro” e “Lode”
faranno parte dell’album d’esordio in uscita quest’anno per
Island Records / Universal Music Italia
Milano, Lunedì 23 marzo 2026. Sono disponibili da oggi i due videoclip di “Al Buio” (https://youtu.be/6XB2ZCPM1Xg?
In particolare, il videoclip di “Al buio” rappresenta una dimensione onirica sospesa, ispirata all’immaginario di David Lynch. Come in un vero sogno, le immagini si susseguono in modo fluido ma non lineare: si trasformano, evolvono e si rincorrono senza una connessione narrativa esplicita, creando un flusso visivo slegato e suggestivo. Il risultato è un racconto per immagini in cui logica e realtà si dissolvono, lasciando spazio a una percezione più istintiva ed emotiva, tipica dell’esperienza del sogno. L’intero videoclip è stato creato unicamente attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, con migliaia di immagini generate e rielaborate per arrivare al risultato finale.
Il videoclip de “Il sonno” esplora invece il confine sottile tra dimensione onirica e vita quotidiana, sviluppando e portando nella realtà l’immaginario introdotto in “Al buio”. Nel corso del video, alcuni dei personaggi già presenti nel primo capitolo riemergono, ma vengono trasportati in contesti reali e familiari, ambienti ispirati alla borgata e ai quartieri periferici, dal supermercato al baretto, generando un cortocircuito visivo tra sogno e quotidianità. Questi personaggi compiono un vero e proprio passaggio, uscendo dalla dimensione del sogno e ritrovandosi nella realtà, pur portando addosso i segni e le tracce di quell’universo sospeso.
Si crea così un parallelismo tra sogno e realtà, in cui volti e presenze sembrano appartenere contemporaneamente a entrambi i piani, richiamando in parte dinamiche narrative simili a quelle de Il mago di Oz, senza però rappresentarne un riferimento estetico diretto. A differenza di “Al buio”, qui l’impianto narrativo è più classico, cinematografico e lineare, accompagnando lo spettatore in un racconto che mette in dialogo le due dimensioni fino a farle convivere. Anche in questo caso, il videoclip è stato realizzato interamente attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, con migliaia di immagini generate e rielaborate.
La produzione tecnica ed esecutiva dei videoclip è di Andrea Ciulu, che ha collaborato direttamente con Julia anche alla direzione artistica del progetto.
Mentre “Vespro” rappresenta il tempo dell’ombra, la preghiera recitata durante la sera, “Lode” è ciò che accade dopo: l’alba, quando il buio non è ancora finito ma diventa uno spazio fertile.
Il titolo richiama la preghiera del mattino, recitata appena svegli come gesto di benedizione e riconoscenza per l’esistenza stessa e il passaggio dal sogno alla vita reale.
I due brani raccolti in “Lode”, “Al buio” e “Il sonno”, sono tracce profondamente intime, legate dal tema del sogno e scandite da un accompagnamento terzinato che ne amplifica la dimensione sospesa e onirica.
Dal punto di vista musicale, mentre “Carne” e “Demonio” si muovono in atmosfere più oscure con un’anima profondamente rock, cruda, in “Al buio” e “Il Sonno” JUNGLE JULIA mostra una voce più blues, un ulteriore aspetto della sua sorprendente poliedricità.
“Al buio” rappresenta il sogno nella sua forma più pura: uno stato di assenza, precedente alla parola e alla forma. È una canzone esistenziale, onirica, priva di una narrazione lineare.
Il tempo si sospende, i contorni si dissolvono, le leggi fisiche perdono significato. Attraverso domande senza risposta – “Dove vanno i ricordi quando non li penso?”, “Come vuoi che ti chiami quando non so darti un nome, un confine a parole?” – il brano accetta l’impossibilità di definire tutto ciò che si vive.
Il ritornello si ispira al celebre dipinto di Henri Matisse “La Danza”, immaginando due innamorati che danzano insieme fino a fondersi in un unico corpo, in un unico colore: il bianco. Dal buio — simbolo dell’oscuro e della paura — alla luce, in un passaggio simbolico dall’oscurità del capitolo “Vespro” alla luce di “Lode”.
“Il sonno”, invece, racconta il momento immediatamente successivo: il risveglio. La giornata ricomincia nel mondo reale, concreto e riconoscibile, ma addosso resta ancora il torpore dei sogni che si confondono con il vero. Le immagini si fanno più fisiche e quotidiane, il corpo acquista peso – “alla terra ci sono attaccata con la colla” – mentre lo sguardo rimane leggermente spostato, una parte del mondo notturno continua a filtrare nella percezione del giorno. La frenesia della vita quotidiana riemerge insieme a tutto ciò che impedisce di volare, pur conservando nel ritornello l’eco del sogno filtrato dalla realtà.
Come per i precedenti brani, anche per questi due inediti JUNGLE JULIA ha scritto e composto in solitudine prima di iniziare il lavoro di pre-produzione insieme a Daniele Fiaschi e Matteo Cantagalli, in una situazione familiare e intima che ha permesso di dare una prima direzione musicale ai brani.
Registrati poi in presa diretta con Fabio Rondanini alla batteria, Daniele Fiaschi alle chitarre, Roberto Dragonetti al basso e Raffaele Scogna alle tastiere, i pezzi conservano un’urgenza viva e imperfetta. Il percorso si è completato in studio con Tommaso Colliva, che firma anche in questo caso la produzione e il missaggio. Il master è di Giovanni Versari.
Jungle Julia, nome d’arte di Giulia Covitto, nasce in Maremma, terza di sei figli.
Cresce tra la campagna e la comunità del Cammino Neocatecumenale: un ambiente che alimenta il suo rapporto con la parola, la spiritualità e l’introspezione. Nella vita di comunità inizia a suonare i bongos e la chitarra e ad approfondire i testi sacri, così da sviluppare una scrittura verbosa, intensa e fisica.
Le origini contadine le danno in eredità un legame profondo con la terra che si riflette sulla musica: l’attitudine è ruvida, rock, stonata. Sputare energie attraverso le canzoni è il modo che ha scelto per cercare di raccontare chi è.
A 18 anni (2017) si trasferisce a Roma dove vince il bando di Officina Pasolini formandosi con artisti come Tosca, Giovanni Truppi, Piero Fabrizi e Pietro Cantarelli.
Negli anni successivi partecipa al Reset Festival, scrive un brano con Cristina Donà e vince il premio come Migliore Performance al Premio Bianca D’Aponte.
Nel 2024 approda alle selezioni di XFactor interpretando “Nuotando nell’aria” dei Marlene Kuntz e “Rid of Me” di Pj Harvey. L’esperienza non porta Jungle Julia ad entrare all’interno del programma ma le permette di essere scoperta da quello che diventerà il suo manager, Marco Sorrentino.
Con influenze che spaziano da PJ Harvey a Idles, da Radiohead a Alabama Shakes, nella sua musica JUNGLE JULIA costruisce un linguaggio musicale ruvido e intimo allo stesso tempo, in cui corpo ed emotività coincidono, sovrapponendosi e confondendosi in egual misura, un linguaggio unico che la rende subito riconoscibile.
Con “Lode” JUNGLE JULIA
compie un nuovo passo nel suo percorso artistico,
trasformando l’alba in uno spazio narrativo e musicale in cui
fragilità, corpo e coscienza convivono,
ancora sospesi, ma già rivolti verso la luce