Mazzoli ci accoglie “Sulle scale” e ci porta in un quadro di Magritte

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I più attenti se lo ricorderanno a X-Factor 2025, ma per chi fosse stato un po’ distratto vi presentiamo Mazzoli, alias Pietro Cardoni (Mazzoli è il nome sul citofono della sua casa in affitto a Bologna), che il 13 febbraio ha fatto uscire il suo nuovo singolo “Sulle scale” (Daylite Records distributed by The Orchard).

Sulle scale” è un viaggio onirico e surreale tra immagini sconnesse di alcuni mesi di dolore, ossessione e magia.
Ispirato dalla corrente surrealista e in particolare dai quadri di Magritte, Mazzoli ricerca e associa oggetti e figure apparentemente distanti tra loro per raccontare le proprie debolezze e impressioni di un momento di cambiamenti.
Il demonio, i santi, la penna, la cravatta, un grillo e un serpente danzano assieme descrivendo un lento cammino verso la follia.

Abbiamo parlato con lui di questo suo nuovo brano e di cosa lo attende nei prossimi mesi.

“Sulle Scale”, il tuo nuovo singolo, parte da un immaginario molto visivo, alla Magritte: da dove è nata l’idea di un brano di questo tipo?

Ciao Lost in Groove! Sulle scale è il primo brano che ho scritto per questo nuovo progetto, avevo accumulato una lunga serie di immagini che mi hanno accompagnato in un importante momento di vuoto, grazie a Magritte ho capito che non serviva giustificarle, ma semplicemente avvicinare l’una all’altra per creare un immaginario magico e disturbante più simile a ciò che vivevo, una narrazione scomposta ma paradossalmente più precisa.

Bologna è stata ed è credo per te una tappa di vita importante, quanto la realtà bolognese ha influenzato e influenza il tuo modo di scrivere e le cose che scrivi?

Bologna e il suo flusso di vita sono tuttora una delle più grandi ispirazioni che ho a portata di mano. È ormai 6 anni che vivo qua ed è lo scenario di quasi ogni canzone che ho scritto, mi sento molto fortunato ad essermi scontrato con una città così atipica, sa davvero insegnare molto a chi ha voglia di ascoltarla

Che tipo di esperienza è stata per te X-Factor e cosa ti ha insegnato?

Nonostante non sia mai stato grande fan dei talent da partecipante mi sono dovuto ricredere. Mi ha dato molta fiducia in me e nei miei mezzi e mi ha fatto sin da subito scontrare con un mercato più grande.

Credo sia un grosso privilegio la maturità che ti dà un’esperienza del genere, se la sai prendere.

Mi ha insegnato ad essere sempre pronto. A tutto. Davvero! (ride, ndr)

Sei reduce dalle date di presentazione proprio del nuovo singolo, ci racconti come sono andate? E cosa dobbiamo aspettarci da Mazzoli nei prossimi mesi?

Bene, grazie. Sono davvero contentissimo di tutte le ultime date che abbiamo fatto. Ho visto l’energia che porto sul palco arrivare direttamente alle persone e questo è davvero impagabile.

Beh, sicuramente di farne tante altre e magari che tutte queste canzoni lasciate sparse trovino la loro casa in un disco…

 

In fine ti chiedo del lavoro di scrittura con Giovanni Di Bella, che è anche uno dei produttori di “Sulle scale”, come funziona il vostro rapporto di co-autori?

Con Giovanni siamo amici prima che collaboratori e credo che questo aiuti tantissimo ad arrivare sempre dove vogliamo coi brani che scriviamo, per noi rimane sempre un gioco e lui è un musicista incredibile che sa trovare soluzioni intriganti e più giuste per le mie melodie

Menzione speciale anche a tutti gli altri ragazzi che collaborano ai miei brani in fase di produzione Alessandro Nitti, Alberto Antoniucci, Simone Matteuzzi e Daniele Spatara. Amici e persone

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