Lo scorso 20 febbraio è uscita “Camilla”, traccia d’esordio di Nemesi, moniker dietro a cui si nasconde Sara, 19 anni e una straordinaria capacità di raccontarsi con schiettezza e con rara consapevolezza, durante quel momento di vita che è fragile confine tra adolescenza e età adulta, dove ogni emozione è amplificata e ogni domanda pesa il doppio.
Il suo debutto è un atto creativo urgente e sofferto, nato in un Sud che è radice, conflitto e ritorno.
Ne abbiamo parlato direttamente con lei.
Ciao Sara e intanto grazie del tuo tempo, sei giovanissima per cui come prima domanda mi viene da chiederti cosa ti ha spinto verso la musica e quali sono i tuoi riferimenti?
Ciao, grazie a te! L’arte, la musica, la scrittura, sono sempre state mie compagne di vita. Più passavano gli anni, più mi rendevo conto che il desiderio di diventare un tutt’uno con la musica si stava trasformando in un vero e proprio bisogno. La musica in me nasce come passione e diventa poi necessità : di esprimere, comunicare alle persone ma in primis a me stessa, mettendomi faccia a faccia con la mia realtà e la mia storia. Non ci sono dei veri e propri riferimenti, ma sicuramente gli artisti con cui sono cresciuta hanno influenzato molto il mio modo di fare musica: partendo dalla sincerità dei testi di Amy Winehouse, o per citare un artista italiano, LowLow, arrivando poi alla potenza di Emma Marrone, come di Gianna Nannini, finendo poi con la rabbia, passione, purezza, finezza e grandezza di Mostro, De Andrè, Lucio Battisti, Mina e Riccardo Cocciante.
In “Camilla” quanto c’è di autobiografico?
Ogni mia canzone è totalmente o in parte autobiografica, questo perché quando scrivo è necessario che io riesca a sentire dentro di me la storia che sto raccontando, quindi è fondamentale per me rappresentare qualcosa che o ho vissuto io in prima persona, o qualcosa che, in qualche modo, nonostante io non l’abbia vissuta direttamente, sento su di me e dentro di me come se fosse mia.
La tua scrittura appare fin dal primo impatto molto sincera, quanto hai dovuto lavorare per “partorire” questo brano e hai già altro di pronto nel cassetto?
Alcuni brani hanno bisogno di essere completati e di crescere con me nel tempo, altri, come ‘’Camilla’’ vengono fuori tutti d’un fiato. Questo perché essendo frutto di esperienze, c’è bisogno che io riesca a maturarle prima di chiudere un pezzo, in questo caso specifico la maturazione e il pezzo sono stati conclusi insieme. ‘’Camilla’’ è solo l’inizio, con me ho già altre canzoni che non vedo l’ora di far ascoltare.
Sei appena entrata nel mondo della musica da cantautrice, che effetto fa ed è tutto come te lo aspettavi?
Credo ci voglia un po’ di tempo per realizzare cosa effettivamente sta accadendo, ma perché sembra quasi di vivere in un sogno. Il mondo in cui sono entrata a far parte è un mondo affascinante pieno di persone che hanno la mia stessa passione, quindi non posso che essere felice e onorata per ogni piccolo traguardo raggiunto. Dirti che è tutto come mi aspettavo? Non so, non avevo un’idea ben precisa di come sarebbe stato questo mondo, soprattutto perché fino a poco tempo fa mai avrei creduto di riuscire a fare tutto quello che fino ad oggi ho fatto e che continuerò a fare.
Raccontaci di più di cosa accadrà per Nemesi nei prossimi mesi.
Nemesi è un progetto a cui sto lavorando da quasi due anni. Con questo primo pezzo è come se io avessi messo la testa fuori da una porta, porta che effettivamente è a metà tra il mio mondo e il mondo reale. L’obiettivo è quello di uscire, man mano, completamente fuori da questa porta e farmi conoscere, senza maschere. Ho ancora tante storie da raccontare, alcune già pronte, altre ancora da scrivere. Di sicuro ne riparleremo presto però!