Sacrobosco – Dreamlike Places (2026, Antinational Noise)

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Torna quella che è a mio avviso la “voce” più interessante dell’elettronica italiana, alias Giacomo Giunchedi, meglio noto con il moniker Sacrobosco: quinto disco per lui che stavolta ci conduce nei suoi luoghi da sogno (“Dreamlike places”) e lo fa con un sound etereo, in cui stavolta l’elettronica non è oscura come ci aveva abituato in passato, bensì tende a suggerire paesaggi naturali, momenti di libertà in cui il tempo non è più una variabile ma tutto sembra eternato in un diorama sonoro.

E’ così che arrivano brani come “Subway surfer” (dove con attenzione potrete riconoscere Whitney Houston) o “All I long for”, traccia esemplificativa di questo lavoro: il brano è stato creato partendo da un sample ricavato da YouTube, dove una ragazza canta lo standard jazz Fly Me To The Moon, la voce è stata poi trattata tramite sintesi granulare e fusa con elementi sonori composti prevalentemente su Ableton, rimaneggiando suoni di origine diversa.

La title track “Dreamlike places” invece ha preso vita da field recordings di strade londinesi, perchè è proprio Londra uno dei luoghi di riferimento di questo disco, così come lo è Bologna, città in cui la musica pulsa, è viva e ti fa dimenticare di ciò che accade intorno, riuscendo a farti sentire nel posto giusto, semplicemente vivo.

Sacrobosco ci regala un disco in cui ogni dettaglio è cesellato (dai campionamenti di Madonna o Adele a quelli della band bolognese degli Anna Ox, tutti nascosti in tracce del disco) e ci invita a chiudere gli occhi e a sognare. Perchè alla fine, senza sogni, che senso ha la vita e lo scorrere del tempo?

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