Sambèło da ròcoło degli Anatemah: un laboratorio sonoro tra jazz e sperimentazione

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Sambèło da ròcoło, il nuovo album degli Anatemah, conferma il trio come una delle realtà più originali della scena strumentale italiana contemporanea. Alessandro Fedrigo al basso, Michele Tedesco alla tromba e Gian Ranieri Bertoncini a batteria ed elettronica, con il contributo del chitarrista e produttore Frank Martino, creano un disco che fonde jazz, elettronica e improvvisazione in un linguaggio personale e immediatamente riconoscibile.

L’album si sviluppa in dodici tracce che esplorano una vasta gamma di atmosfere, dal ritmo serrato alla sospensione meditativa. L’interazione tra strumenti acustici ed elettronici costruisce un mondo sonoro coerente e stratificato, in cui ogni dettaglio timbrico e ritmico contribuisce a definire l’identità del progetto. L’equilibrio tra momenti più intensi e passaggi contemplativi conferisce al disco una dinamica che accompagna l’ascoltatore senza soluzione di continuità.

Il titolo dell’album e i nomi delle tracce, radicati nel dialetto veneto, sottolineano il legame con la cultura locale e arricchiscono l’esperienza d’ascolto. La scelta di utilizzare riferimenti linguistici così specifici diventa parte integrante dell’opera, suggerendo immagini e contesti che la musica traduce in suono senza bisogno di parole. Questa combinazione di elementi culturali e sonori rafforza l’unicità e la coerenza dell’album.

Pur essendo un lavoro impegnativo e inclassificabile, Sambèło da ròcoło dimostra come la musica strumentale possa essere avvincente e ricca di sfumature anche senza testi. L’album rappresenta un laboratorio musicale in continua evoluzione, in cui jazz, elettronica e improvvisazione si incontrano e si contaminano, offrendo un’esperienza immersiva che premia la curiosità dell’ascoltatore.

La produzione sonora è curata nei minimi dettagli, con una gestione attenta dello spazio e delle dinamiche che permette a ciascun strumento di emergere con chiarezza. L’apporto di Frank Martino arricchisce ulteriormente il tessuto sonoro, aggiungendo profondità e texture che completano il dialogo tra i tre membri del trio.

Sambèło da ròcoło invita l’ascoltatore a immergersi completamente in un paesaggio sonoro complesso e originale, in cui tradizione, sperimentazione e cultura locale si fondono in modo armonico. Gli Anatemah confermano così la loro capacità di innovare nel panorama strumentale italiano, offrendo un progetto coerente, stimolante e capace di sorprendere a ogni ascolto.

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