Prodotto dall’ex Amor Fou Giuliano Dottori (e già questo è un marchio di qualità) per l’etichetta di Amerigo Verardi (e siamo a doppio marchio di qualità) “Un Oceano di Zeri” è il nuovo lavoro dei Kozminski, il quinto per la band milanese: un disco che affossa le radici nella scena alternative rock italiana (nella prima traccia, “L’Aldilà”, si citano apertamente i Massimo Volume) ma poi sa muoversi su territori più pop e sbarazzini (il romanticismo sghembo di “Burger King”) fino ad arrivare addirittura ad atmosfere shoegaze (“Nebbia bastarda”) e dream-pop (“Verso Giove”); insomma i Kozminski si mostrano come una band sfaccettata, che sa farsi apprezzare da tutti i palati e tutte le orecchie: “Un oceano di zeri” sembra proprio un tentativo di orientarsi in un’epoca in cui ogni cinque secondi cambia ciò che il mondo ti richiede e allora loro si dicono che si può sempre premere “skip” e andare alla traccia che più delle altre si inquadra nel nostro mondo di ascolti, ripetendola in loop per sentirsi a casa.
Tracklist
- L’Aldilà
- Burger King
- Il computer
- Nebbia bastarda
- Verso Giove
- L’attesa
- Rocky Barbùn
- Santa Giulia
- QB
- L’occhio del diavolo