Mentre l’anno volge al termine, la scena musicale underground italiana continua a muoversi con energia, creatività e una curiosità che non conosce confini. Tra sperimentazioni sonore, testi che raccontano storie intime e nuove visioni del pop, dell’elettronica e del cantautorato, ci sono artisti che meritano di essere scoperti prima che il 2025 chiuda il suo capitolo. In questo articolo vi presentiamo dieci progetti emergenti che stanno già facendo sentire la loro voce e che potrebbero diventare i protagonisti del prossimo anno: dieci percorsi sonori da ascoltare, condividere e seguire da vicino, prima che diventino nomi sulla bocca di tutti.
TENDHA
I Tendha sono una band italiana indie‑alternativa nata nel 2020, che ha conquistato la scena underground con il loro debutto discografico del 2025, Soap doesn’t exist because it can’t be told. La loro musica mescola sperimentazione sonora e sensibilità contemporanea, creando paesaggi sonori originali e coinvolgenti. Il gruppo unisce voci maschili e femminili, sintetizzatori, clarinetto basso e batteria, costruendo un suono unico che abbandona le consuete strutture rock o cantautorali. L’estetica del progetto richiama anche elementi nostalgici dei videogiochi anni ’80 e ’90, reinterpretati in chiave moderna, e ogni brano è pensato come un invito all’immaginazione e alla scoperta di mondi interiori fuori dagli schemi. Singoli come Kiwi Against The Meat, accompagnati da videoclip in stile pixel‑art, mostrano il lato visionario e creativo della band, rendendo i Tendha una realtà da seguire con attenzione nella scena underground italiana.
Roberto Benatti
Roberto Benatti è un cantautore e musicista italiano che riesce a fondere la sua formazione classica con un cantautorato contemporaneo intenso e personale. Nei suoi brani emerge uno sguardo attento alla vita quotidiana, ai ricordi e ai piccoli dettagli di ogni giorno, trasformati in canzoni dal sapore dolce‑amaro che parlano direttamente all’ascoltatore. La sua scrittura, profonda e mai banale, si accompagna a una sensibilità strumentale che deriva dall’esperienza come musicista d’orchestra, conferendo ai pezzi un equilibrio tra precisione tecnica e spontaneità emotiva. Con il nuovo singolo La tua casa, Benatti esplora temi di appartenenza, memoria e rifugio emotivo, raccontando la casa non solo come luogo fisico, ma come spazio emotivo carico di storie e sentimenti. Questo progetto conferma la sua capacità di raccontare storie autentiche e intime, in cui la musica diventa ponte tra esperienza personale e emozione universale, rendendo Roberto Benatti uno degli artisti più interessanti e sensibili della scena contemporanea.
Amsterdam Parkers
Gli Amsterdam Parkers sono un progetto emergente che muove i suoi primi passi tra Milano e Teramo, conquistando rapidamente l’attenzione della scena underground italiana. Con il singolo di debutto Solo me, la band racconta le frustrazioni quotidiane, le ansie e le piccole speranze di una generazione sospesa tra desideri e realtà, tra lavori stressanti e relazioni fragili ma preziose. Il loro sound, pur richiamando un immaginario rock‑pop tradizionale, è attraversato da sfumature contemporanee che rendono ogni brano riconoscibile e immediato, capace di trasformare situazioni ordinarie in racconti musicali intensi. Ciò che colpisce negli Amsterdam Parkers è l’equilibrio tra malinconia e ironia, tra sincerità emotiva e consapevolezza sonora: ogni testo diventa uno specchio della vita reale, ma filtrato attraverso un linguaggio musicale originale e personale. La loro capacità di raccontare momenti sospesi, di dare voce alle fragilità e alle piccole vittorie quotidiane, li rende un progetto da tenere d’occhio, pronto a crescere e a segnare un posto importante nella scena underground italiana.
Excape
Gli Excape sono una band cremasca che ha saputo evolversi con determinazione e originalità. Nati come progetto pop‑rock, negli anni hanno trasformato il loro suono radicandolo in contaminazioni di elettronica, funk e indie rock, trovando un’identità più matura e consapevole. Il loro primo EP, IKIGAI, è stato concepito come un vero e proprio racconto di sogni, paure, desideri e speranze — una dichiarazione d’intenti tanto personale quanto universale, nel segno della musica come “ragione di vita”. Con l’uscita del singolo Baciami Stupida la band dà voce a stati d’animo intensi, introspezione e tensioni emotive, creando un sound che coniuga energia e introspezione, vulnerabilità e ritmo. Se siete in cerca di un progetto che sappia unire sincerità dei testi, vibrazione live e un’evoluzione sonora dinamica, gli Excape meritano assolutamente un posto d’onore nella vostra playlist.
Riccardo Inge
Riccardo Inge è un cantautore milanese capace di coniugare sensibilità pop, introspezione e sincerità, raccontando le fragilità, i desideri e le contraddizioni della vita quotidiana con uno stile diretto e coinvolgente. La sua musica nasce dall’esperienza dal vivo e dalla costante ricerca di un equilibrio tra testi profondi e melodie immediate, in grado di parlare sia al cuore che all’orecchio. Con il singolo Distruggere tutto, Inge mostra un lato più urgente e intenso, trasformando le emozioni più intime in energia creativa e suoni incisivi. I suoi brani parlano di cadute e rinascite, di dubbi e speranze, senza mai scivolare nella retorica, riuscendo a rendere universale ciò che nasce dall’esperienza personale. È un artista che non teme di mettersi a nudo, capace di far vibrare chi ascolta con la delicatezza della voce e la forza dei testi, confermandosi come una delle realtà più interessanti e autentiche della scena underground italiana.
Roberto Montisano
Roberto Montisano è un cantautore che con il suo nuovo singolo Non fa niente porta in primo piano fragilità, silenzi e quella malinconia “leggera ma profonda” che sa di verità. Il brano, un valzer lento e intimo, esplora il dolore nascosto — quelle volte in cui diciamo “non fa niente” per proteggere la nostra vulnerabilità — trasformando la rassegnazione in un racconto universale. Montisano sposa un’estetica che mescola atmosfere indie-rock e dream-pop, con una scrittura che non cerca particolari effetti: solo voce, emozione e onestà. Tra nostalgia e speranza, le sue canzoni parlano di perdita, memoria e ricerca di sé, posizionandolo come una voce autentica e sensibile nella scena underground contemporanea.
Daniele Meneghin
Daniele Meneghin torna sotto i riflettori con “Adesso è arrivato il momento”, un singolo che segna un nuovo inizio per il suo percorso artistico. L’artista — con alle spalle quasi due decenni di musica e diversi lavori da solista — torna a farci ascoltare con uno sguardo rinnovato, mescolando maturità, sensibilità e consapevolezza. Il brano, curato nell’arrangiamento da Osvaldo Di Dio, è un ponte tra passato e futuro: rievoca le radici del suo cantautorato ma guarda avanti, con una scrittura che privilegia emozioni, introspezione e atmosfere raccolte. È un ritorno che non punta allo sfarzo, ma alla sostanza: voce e parole ritornano al centro, pronte a raccontare nuove fragilità, nuove speranze, e la determinazione di chi sente che è “arrivato il momento” di ripartire.
TUM
TUM — al secolo Tommaso Vecchio — è un cantautore milanese noto anche per il suo passato con la band Pocket Chestnut, e oggi protagonista di una carriera solista che unisce sensibilità folk‑indie e una visione intima della canzone d’autore. Dal suo debutto “Take-off and Landing” fino all’ultimo disco “The Dark Side of Minigolf” (2025), TUM costruisce un percorso fatto di viaggi interiori e geografici, raccontando emozioni reali e vissuti personali con un linguaggio sincero. La sua musica oscilla tra momenti acustici e passaggi di rock alternativo, con arrangiamenti che mescolano delicatezza e crudezza sonora, perfetti per trasmettere l’onestà emotiva dei testi. Il singolo più recente, Emotional Gym, offre una prima anticipazione del tono del nuovo lavoro: un inno all’amore — con la “A” minuscola — che celebra l’affetto, la memoria e i legami quotidiani con sensibilità e malinconia. In un panorama musicale spesso omologato, TUM rappresenta una voce autentica per chi cerca canzoni sincere, capaci di parlare di vita reale senza edulcorazioni.
Blind Loops
Blind Loops è un progetto in bilico tra nu‑jazz, elettronica e improvvisazione sperimentale, capace di trasformare loop, groove e strumenti “live” in paesaggi sonori ipnotici e in continua evoluzione. Il quartetto — sax, chitarra baritona / synth bass, batteria e live electronics — costruisce ritmi e atmosfere stratificate, dove ogni elemento dialoga in modo complesso e fluido: quello che nasce non è un semplice brano, ma un’esperienza sonora multidimensionale, in cui groove elettronici e attitudine jazz si fondono con libertà creativa. Con singoli come Unflesh e l’ultimo Drift (2025), Blind Loops mostrano la volontà di sfidare le convenzioni — portando l’ascoltatore fuori dagli schemi tradizionali, verso territori di musica che respirano di immediatezza e sperimentazione allo stesso tempo. Se cerchi qualcosa di audace, vivo e sorprendente, Blind Loops è un nome che merita attenzione.
Lo Fai Podcast
“LO FAI” è un podcast ideato e condotto da Cristopher Bacco, registrato nello Studio2 di Padova, che mette al centro la musica indipendente italiana in un formato unico: ogni episodio propone una performance in presa diretta dell’ospite, seguita da una conversazione autentica e senza filtri. Il progetto nasce come alternativa alla musica consumata frettolosamente: un episodio al mese, pubblicato il 15, per concedere spazio alla lentezza, all’ascolto attento e alla qualità sonora. Tra live acustici e interviste intime, “LO FAI” offre un’esperienza immersiva, fatta di pause, riflessioni e musica vera, capace di valorizzare storie personali e momenti di autenticità nella scena indipendente. In un panorama dominato dalla frenesia digitale, LO FAI ricorda che l’ascolto può essere un rituale di scoperta e cura.