“Sul palco siamo ancora capaci di divertirci” – Intervista a Matt Pryor (The Get Up Kids)

0

Tra poco meno di una settimana saranno in Italia per tre imperdibili appuntamenti che li vedranno suonare per intero “Something to write home about”, una vera e propria pietra miliare per il genere emo che, nel 2024, ha compiuto 25 anni: stiamo parlando dei The Get Up Kids.

In occasione delle date italiane, organizzate da Hellfire Booking, abbiamo avuto l’opportunità di fare quattro chiacchiere con Matt Pryor, frontman della band, che ci ha raccontato cosa volesse dire essere davvero indipendenti negli anni ’90.

Ciao Matt e intanto grazie per il tuo tempo. Voi siete tra i pionieri della musica Emo, termine che in questi 25 anni è diventato quasi un marchio registrato e quel tipo di concetto di underground non esiste più. Ti chiedo cosa pensi della scena emo attuale e che effetto fa suonare oggi i brani di “Something to write home about”?

“Beh, a dire il vero non penso molto alla scena attuale. Abbiamo fatto sempre un po’ a modo nostro, quindi il genere o l’essere parte di una scena non ha influenzato nè influenza molto il modo in cui suoniamo. Cerchiamo solo di divertirci sempre quando siamo sul palco!”

C’è qualcosa che ti manca di quegli anni e qualcosa che invidi a questa generazione di giovani musicisti?

“Non so se mi “manca” qualcosa, ma ripenso a 25 anni fa con affetto e a tutto il nostro percorso in generale. Non avevamo idea di chi poteva venire ad ascoltarci ad ogni data nè di dove avremmo dormito dopo ogni show. Era un modo davvero libero di fare tour, che non credo sia replicabile quando sei più adulto”

“Something to write home about” è un disco che ha cambiato un’era, non solo per voi ma per un’intera scena musicale. Ti ricordi cosa hai provato quando il disco ha iniziato ad avere successo? E c’è qualche aneddoto che ricordi di quel momento che ti ha fatto dire “Sono una rockstar, ce l’ho fatta!”?

“Non penso di averlo mai detto in vita mia, ma ho capito cosa intendi. Il nostro successo è stato in realtà molto graduale e facile da gestire: continuavamo a fare tour e ogni volta che ci presentavamo in qualche città (dove magari avevamo anche già suonato prima) continuava a venirci a sentire sempre più gente. Non c’è stato un momento particolare che mi sia rimasto impresso, sono stati più un paio di anni molto densi che sono passati velocemente”

Nel tuo libro “Red Letter Days” parli molto di quei tour “do it yourself” degli anni ’90 e anche del tuo diabete: come era passare la vita in tour in quegli anni dovendo convivere con quel tipo di malattia?

“Non era facilissimo gestire il diabete e non facevo molto per controllarlo all’epoca. Era difficile dover viaggiare avendo sempre con me delle siringhe, anche perchè era un po’ sospetto! Adesso ho una pompa per insulina ed è molto più facile tenere il diabete sotto controllo. E in più non devo spiegare a nessuno che non sono un eroinomane!”

Qual è il vostro rapporto con l’Italia e il pubblico italiano? Cosa vi aspettate dalle prossime date?

“I nostri live in Italia sono sempre stati fantastici, fin dal nostro primo tour con i Braid nel 1998. La gente è molto appassionata e ci fanno davvero sentire benvenuti ed amati, per cui mi aspetto un bel clima anche nei prossimi concerti.”

C’è una band di oggi che ti ricorda il fervore dei The Get Up Kids di 25 anni fa? E se allora erano i Fugazi, quali band ascolti e ti influenzano oggi?

“Ultimamente mi piace molto Jeff Rosenstock. Jim (Suptic, chitarrista della band. ndr) è un po’ ossessionato da Sam Fender. Entrambi, sia Rosenstock che Fender, hanno quel tipo di “urgenza espressiva” di cui credo tu stia parlando.”

Esiste ancora una scena emo oggi e, più in generale, ha ancora senso parlare di una scena indipendente? Pensi che questa scena sia viva?

“Assolutamente. Se c’è una cosa che i miei figli mi hanno insegnato è che c’è ancora una scena per loro, e che prospera”

Che cosa bolle in pentola per The Get Up Kids dopo questo tour? Avete già del materiale pronto?

“Per adesso no. Dopo questa leg europea andremo in Giappone ed Australia e poi ci prenderemo una meritata pausa.”

Queste le date italiane previste per il tour dei 25 anni di “Something to write home about”:

23 MAGGIO 2025 | THE CAGE, LIVORNO
Via del Vecchio Lazzeretto, 20, 57128 Livorno

24 MAGGIO 2025 | ROCK PLANET, PINARELLA DI CERVIA (RA)
Viale Tritone, 77, 48015 Cervia RA

25 MAGGIO 2025 | LEGEND CLUB, MILANO
Viale Enrico Fermi, 98, 20161 Milano

 

Share.

About Author

Comments are closed.