Horseloverfat
“Greetings From Nowhere”
CD/digital– 28 maggio 2021 – Ixtlan Research
“Greetings From Nowhere” è il nuovo disco dei romagnoli Horseloverfat, che arriva a quasi due anni di distanza dal precedente “Rotten Civetta”. Anche questa volta veniamo proiettati in un caledoscopio di tutto quello che non va di moda, miscelato in modo casuale, 50 minuti di jingle transgenici post-proto-psych-punk-a.o.r.-kraut, nemesi space-country-rock’n’roll per nostalgici del progressive. L’album ha come tema conduttore il ricordo – a partire dalla foto di copertina che ritrae Hans Sachs (Mirko Monduzzi) da bambino, spaesato sulla groppa di un elefante al circo – e i brani sono come schizzi di canzoni passate che, filtrate dal subconscio, riemergono in maniera casuale e incontrollata, mediata dalle stratificazioni temporali.
Come nei lavori precedenti, troviamo una band con una impressionante capacità di suonare energica senza mai deragliare, di spaziare tra diversi generi senza perdere il focus stilistico. Nel disco, seguendo un certo fil rouge psichedelico, troviamo brani dallo spirito e dalla durata punk – l’opener “Artist” , il primo singolo “Salamander” e l’apocalittica “Virus Hate” – momenti pop melodici e solari di pura ispirazione Sixties – la deliziosa “Eggs”, la title track “Greetings From Nowhere” e la indianeggiante “Molokko” con cui si chiude il disco – altri più ipnotici e tribali – come “Cascata” e la pazzesca “Socrates Eats Hemlock”, cavalcate acide che si aggirano entrambe intorno agli 8 minuti di durata, che non sfigurerebbero nella discografia di band come Black Angels o Warlocks – e persino credibilissime incursioni nel country (“Illusions”). |