Recensioni: “Jubilee”, il terzo album in studio di Japanese Breakfast

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Recensione di Gabriele Corrente

È uscito il 4 giugno scorso “Jubilee”, il terzo album in studio di Japanese Breakfast, progetto solista della cantautrice e musicista americana Michelle Zauner. “Jubilee” arriva sulla scia del successo del precedente “Soft Sounds from Another Planet” (2017), che ha scritto il nome di Zauner nella hall of fame delle novità indie americane.

Il disco si apre con “Paprika”, riguardo alla quale la cantante ha dichiarato: “Il titolo della canzone è ispirato a un film di Satoshi Kon (Paprika, per l’appunto) e a questa sorta di parata surreale che accade in esso. Ho sperimentato con dei plugins orchestrali e ne è uscita questa sorta di marcia che cresce fino all’esplosione del ritornello.”

La seconda traccia è “Be Sweet”, rilasciata il 2 marzo scorso come primo singolo estratto da “Jubilee” e suonata da Zauner al fortunatissimo The Tonight Show with Jimmy Fallon. Nel brano, Michelle esprime il desiderio di sanare una relazione ormai finita chiedendo al partner di rimediare ai propri errori, dato che sanno che ne trarrebbero vantaggio entrambi. Musicalmente, il pezzo trae forte ispirazione dalla dominazione dance dei tanto osannati anni Ottanta.

Il brano seguente “Kokomo, IN” è scritto dalla prospettiva di un adolescente immaginario creato da Zauner (che vive per l’appunto nella città di Kokomo, Indiana, USA) che dice addio al suo flirt del liceo che se ne va.

“Slide Tackle – dice Michelle – è stato difficilissimo da concepire, ma alla fine è evoluto in questa serie di assoli che amo. È partito da un loop di batteria e una linea di basso che suonavano troppo semplici; ci sono ritornata a lavoro dopo un anno e finalmente la trovavo completa grazie alle chitarre di Ryan Galloway dei Crying e l’assolo di sassofono di Adam Schatz dei Landlady.”

Il disco prosegue con “Posing in Bondage”, secondo estratto esattamente un mese dopo il precedente. Il pezzo vede la cantautrice che chiede una “connessione”, un “bondage”. Il titolo è fuorviante di proposito e porta l’ascoltatore a pensare che il “bondage” di cui si parla sia la pratica sessuale. La versione originale di “Posing in Bondage” era già stata inserita in uno della serie di vinili rilasciati nel 2017 da Japanese Breakfast; il video musicale è stato descritto come un sequel di “Savage Good Boy”, terzo estratto.

“Sit” è invece ispirata ai Tears for Fears; “il ritornello mi ricorda il paradiso, mentre le strofe mi ricordano l’inferno.”

“Sit” è seguita dal terzo e ultimo singolo “Savage Good Boy”, co-prodotto con Alex G (Alexander Giannascoli), musicista e produttore indie rock apprezzatissimo dalla critica americana.

L’ottava canzone di “Jubilee”, “In Hell”, è secondo Zauner la più triste che abbia mai scritto. Il brano è “compagno” di “In Heaven”, dall’album “Psychopomp”: i due pezzi parlano infatti dello stesso cane. Il brano si chiama “In Hell” perché nel testo la cantante parla della soppressione dell’amatissimo cane.

“Tactics” è una ballad molto dolce, caratterizzata da archi delicati e percussioni groovy. “Jubilee” si chiude con “Posing for Cars”, in cui la cantautrice racconta di come possono amarsi due persone in una relazione, accompagnata da una timida chitarra acustica che esplode in un lungo assolo di chitarra elettrica.

Tracklist

  1. Paprika
  2. Be Sweet
  3. Kokomo, IN
  4. Slide Tackle
  5. Posing in Bondage
  6. Sit
  7. Savage Good Boy
  8. In Hell
  9. Tactics
  10. Posing for Cars
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