Recensioni: “Lo! Soul”, il quinto album solista di Roddy Woomble

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La carriera solista di Roddy Woomble, frontman della storica band indie-rock Idlewild, è ormai inarrestabile. Esce oggi sotto l’etichetta “A modern way” il suo quinto album “Lo! Soul”, anche se tecnicamente può essere considerato il sesto o settimo, includendo EP e featuring con rinomati artisti del panorama folk Scozzese (roba per i veri fan insomma).
E’ proprio folk l’attitudine e l’impronta di Roddy fin dall’esordio solista nel lontano 2006 con l’acclamato “My secret is my silence”. Quel genere folk che nei dieci anni successivi di carriera è stato la sua costante, una comfort zone nella quale rifugiarsi, un folk che poi si è evoluto e contaminato con sonorità decisamente più ambient. In Lo! Soul diciamo addio al sound caldo e sensuale dei violini di Jill O’ Sullivan e Hannah Fisher, perché entra in scena il synth, elemento sonoro protagonista.
Si percepisce sin dalla prima traccia, Return to Disappear, che ci troviamo di fronte a un album creativo e inusuale rispetto al passato. Non che sia una novità per Roddy esplorare nuovi generi e soprattutto sperimentare nuove forme di comunicazione musicale; l’EP Everyday Sun (uscito nella primavera 2020) fu un preludio al cambio di rotta; si trattava di una raccolta di sette brani recitati (non cantati) su base acustica/ambient. Non era previsto un seguito all’ EP, ma pandemia, lockdown e l’isolamento forzato nelle isole Ebridi (domicilio e residenza di Roddy da circa 12 anni) sono stati tutti fattori che hanno ispirato la produzione di nuovo materiale: i nuovi testi saranno anche scaturiti da un “luogo di introversione”, ma questo album non si è limitato a fissare le proprie possibilità creative, ma le ha incarnate in modo assoluto. A partire da come è stato scritto, registrato e mixato.
A detta di Roddy, i primi rough delle canzoni sono stati sviluppati con chitarra acustica e inviati in remoto allo studio di Andrew Mitchell in Dundee e all’amico musicista Danny Grant in Glasgow che si è premurato di aggiungere del ritmo e degli elementi di elettronica.
Il trio si è poi riunito per la registrazione definitiva, per finalizzare e dare una forma a tutte quelle idee condivise a distanza. é stato come fondere 3 dischi in 1.
Anche se mai dichiarato apertamente, l’influenza di Brian Eno è palese, soprattutto nei primi due singoli Lo Soul Architecture in LA, un esempio dipop distopicoben riuscito.
L’amore di Roddy per la prosa recitata si è manifestato anche in questo album, nei brani Atlantic Photography e As if it Did Not Happen, dove le parole scorrono come in un flusso di coscienza su una base di pianoforte e mellotron. Ipnotico.
Immancabile anche una ballata romantica, People Move Out, unico pezzo che strizza un occhiolino al passato, e che quindi va dritta nella lista preferiti.
Ma sono i primi versi di Take it to the Street che racchiudono in poche parole l’intero significato di Lo! Soul: “I know the whole world is out there and I can stare at the possibilities” (“So che il mondo intero è la fuori e posso ammirare le sue possibilità”).
La riflessione sulle possibilità che il mondo ci offre, nonostante il periodo un po’ buio e incerto, non può che essere sintomo di speranza e luce guida per il futuro.
Siamo tutti con te Roddy.
Voto complessivo: 7/10
Brani preferiti: Secret Show e People Move Out
Tracklist:
  1. Return to Disappear
  2. Architecture in LA
  3. Lo Soul
  4. Take it to the Street
  5. Secret Show
  6. …It’s Late
  7. As if it Did Not Happen
  8. People Move Out
  9. Atlantic Photography
  10. Dead of the Moon
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