Recensioni: “New Woman”, il nuovo disco della cantante amburghese lùisa

0

Recensione a cura di Gabriele Corrente

“New Woman” è l’ultima fatica discografica della cantante amburghese lùisa, che arriva a distanza di 3 anni dal precedente progetto. Il titolo, “donna nuova”, suggerisce un cambiamento nella vita della cantautrice; cambiamento che effettivamente è avvenuto, voluto da lei stessa per ritrovare un posto nel mondo ed il tempo perduto.

In “New Woman”, lùisa affronta temi importanti del mondo contemporaneo, quali l’emancipazione femminile e l’attivismo sociale, servendosi di suoni indie-rock tipici di anni Settanta e Ottanta e fondendoli con un dream-pop che ricorda quello di Florence + The Machine.

Il nome di Florence non è citato a caso: infatti la texture vocale di lùisa è per certi versi molto simile a quella della cantante di “Dog Days Are Over”, con un pizzico di Marina Diamandis (ex Marina & The Diamonds), Alice Phoebe Lou e Cat Power. Da queste voci, la cantante riesce a trarne gli aspetti più significativi e a fonderli per fornire all’ascoltatore un sound peculiare e intrigante.

Il disco si apre con “Deep Sea State Of Mind”, uno dei tre singoli estratti tra fine 2020 e inizio 2021, e subito la fa da padrone un tappeto di armonizzazioni vocali che trasporta chi ascolta il pezzo nel “deep sea state of mind” di cui parla lùisa, posto in cui la cantante si vuole privare delle aspettative e dai giudizi altrui e non farsi più sentire.

Il tema della liberazione interiore e del ritrovamento di se stessi si ritrova anche nella seconda traccia dell’album, “By Your Side”, che musicalmente si discosta però da “Deep Sea State Of Mind”, introducendo una batteria molto potente in coppia con chitarre elettriche riverberate che regalano un momento dreamy-pop.

La terza traccia è la title track, “New Woman”, ed è subito intuibile il motivo dietro la scelta di rendere questo pezzo uno dei singoli: linea di basso iper accattivante e un drum pattern alla “Billie Jean” rendono “New Woman” degna di essere il titolo dell’album stesso.

L’album è un continuo tira e molla tra canzoni eteree (“I Forgive You”, “Into the Void”, “Long Lost Friend”) e pezzi dal sound travolgente e disco-inspired (“Late Summer Day”, Come Around”, “Walking Home With a Lover”, “Burnout”).

“Long Lost Friend” è una lettera da parte di lùisa a un amico di vecchia data, in cui ricorda la loro infanzia e riflette sul dolore di essersi persi, ripetendo “you gotta learn the hard way” (“bisogna imparare a proprie spese”).

Il disco si chiude con uno dei singoli estratti, la power ballad “To Let You Go”, la cui voce di lùisa, carica di emozione, è accompagnata per la quasi interezza solamente da una chitarra acustica; “it’s so hard to let you go, but it’s the only way out” (“è difficile lasciarti andare, ma è l’unica via d’uscita”) e la frase che riassume meglio il concetto che voleva essere trasmesso dalla cantante con questo pezzo.

“Scrivo in un modo molto personale ed autobiografico, ma spero che ciò si trasmetta nella maniera più universale possibile. Le canzoni dovrebbero sempre funzionare distaccandosi dalle esperienze intime dell’autore” (lùisa)

 

Share.

Comments are closed.