Report: esce oggi LAURO, il nuovo disco di Achille Lauro

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Report della conferenza stampa di presentazione del disco a cura di Francesca Busca

“Solo eccesso, follia, libertà, disobbedienza”

Nel 2021, Lauro De Marinis, in arte Achille Lauro, non ha bisogno di grosse presentazioni.
Da tre anni a questa parte abbiamo potuto ammirare le sue esibizioni sul prestigioso palco del teatro Ariston di Sanremo, due dei quali in gara, il mese scorso invitato come ospite. Durante le cinque serate ci ha regalato cinque performance/quadri, una storia nei generi musicali a lui più cari (possiamo rassicurare una buona fascia della popolazione che non si trattava solamente di indossare parrucche e vistosi costumi) e anche una sorta di preludio al nuovo disco, LAURO (sì, scritto proprio così), in uscita oggi 16 Aprile per Elektra Records/Warner Music Italy. Si tratta di un album di 12 inediti, il sesto in carriera, preceduto dai singoli “Sono Noi” e “Marilù”, e Lauro ce lo racconta senza filtri in una sincera conferenza stampa su Zoom (ahimè c’è ancora una pandemia in corso).

Achille Lauro, screenshot della conferenza stampa

La prima cosa che traspare è che si tratta di un disco spontaneo, scritto in un imperante flusso di creatività, che riflette una nuova presa di coscienza: “ADESSO SONO QUESTO, SENTO QUESTO E CERCO DI FERMARLO”, e non più una necessità di dover dire o dimostrare qualcosa.
Si tratta di una riflessione su se stesso, sull’amore visto in mille facce, l’attrazione sessuale, ma anche sulla spensieratezza e leggerezza. Lauro lo suddivide in due macro aree, che rispecchiano banalmente due aspetti preponderanti del suo carattere, vi è una parte più introspettiva che racconta “la tempesta dell’anima” e una parte più punk-rock/grunge dedicata ai sognatori. Vengono affrontati temi dolorosamente attuali, dall’ analisi della generazione X, di cui si fa portavoce, una generazione di miscredenti dipendenti dal mondo digitale (considerato forse l’unico tipo di religione ammessa?), fino a parlare in “Femmina” del maschio che si nasconde dietro la propria virilità, usata per svilire la persona amata; una sfumatura caratteriale tipica delle persone che abitavano in comune, persone non istruite al rispetto della figura femminile.
Molte delle esperienze vissute in comune da adolescente sono state raccontate negli anni nei precedenti album, e hanno sensibilizzato Lauro su molte tematiche delle quali si dibatte quotidianamente, in primis quella dei diritti umani: il coraggio e le scelte consapevoli da parte delle persone, dei giovani soprattutto, dovrebbero essere incoraggiate in quanto fondamentali per auspicare a un cambiamento reale; ingabbiare gli esseri umani in recinti significa privarsi della novità, di quello che può essere un futuro nuovo e migliore per tutti.

Una parte importante del disco è legata al significato e al mondo racchiuso dentro la copertina.
Si tratta di una sua tela/opera raffigurante il gioco dell’impiccato; una cover minimalista, che racchiude per l’appunto il suomondo, rappresenta una metafora della vita, ma anche una contraddizione: può un gioco per bambini raffigurare un impiccato? Coloro che ci hanno giocato da piccoli (o da grandi) sanno che l’impiccato si salva solamente se tutti gli spazi delle lettere vengono riempiti, ma perché quindi quella “O” finale in rosso? Si salva o non si salva l’impiccato? Quel quadro simboleggia una fine, interpretabile in vari modi: la fine di un amore, la fine di un percorso lavorativo, l’auto ammissione di essere arrivati a una fine. Ma è la “O” rossa che cambia le carte in tavola, esprime il rifiuto di questa fine, il decidere di proseguire, di darsi una seconda possibilità, un nuovo inizio, e nel caso di Achille Lauro si tratta dell’ennesima sua nuova reincarnazione.

Ogni lettera del quadro è inoltre associata a più generi musicali, quelli che hanno segnato Lauro nel suo percorso artistico, generi portatori di concetti molto forti. Abbiamo il Glam Rock, che rappresenta la scelta di essere tutto e niente, manifesto di libertà e teatralità. Abbiamo il Rock’n’Roll, quel movimento che cambiò i costumi e la storia dell’umanità, fu simbolo di rinascita e spensieratezza.
Abbiamo la pop-music, vista in Italia come genere di poco valore, frivola, in quanto considerata priva di velleità artistiche. Abbiamo il Punk-Rock, icona della scorrettezza, dell’anticonformismo, del cercare di essere unici, originali, andare contro corrente. Per finire abbiamo la Classic Orchestra,intesa come forza di elementi orchestrali solisti che insieme possono dare vita a una grande opera.

Il tema della grande “opera musicale” e del relativo processo creativo, è molto caro a Lauro, ci racconta del duro lavoro dietro le quinte, del fatto che i suoi progetti non costituiscono solamente operazioni di marketing (cosa di cui viene spesso accusato), che ogni canzone, ogni video, ogni performance viene curata nel minimo dettaglio. Paragona se stesso e il suo team a veri e propri artigiani, non ad artisti e nemmeno poeti, ma veri e propri manovali che hanno costruito l’attuale fortuna posando mattone su mattone senza arrendersi mai di fronte ai fallimenti.

Molte volte durante la conferenza ha ribadito il fatto di essere una persona che non vive nel presente, ma di essere sempre in bilico tra la malinconia del passato e i grandi sogni del futuro, e che questo suo tormento, questa perenne battaglia interiore è in realtà il motore che lo spinge a scrivere e comporre. Un tormento che si affievolisce nell’atto creativo, ma che poi ritorna inesorabilmente a galla, e tutto ricomincia. E’ il cerchio della creati(vità).

L’appello in chiusura, rivolto non solo a noi presente, ma che estende in generale a tutte le persone che ascolteranno il disco prossimamente, è quello di averne cura, ascoltarlo senza necessariamente immedesimarsi e rispecchiarsi nelle canzoni, ma di prenderlo per quello che è, ovvero una fotografia di una parte di se stesso, un’istantanea delle sue mille personalità.

Piccolo spoiler: io il disco l’ho già ascoltato tutto, e penso che le sue personalità non siano mille, ma infinite. Serve solo una cosa ora, ritornare presto a cantarlo e ballarlo dal vivo.

Tracklist:

  1. Prequel
  2. Solo Noi
  3. Latte+
  4. Marilù
  5. Lauro
  6. Come me
  7. Femmina
  8. A un passo da Dio
  9. Generazione X
  10. Barrilete cosmico
  11. Pavone
  12. Stupide canzoni d’amore
  13. Sabato sera
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