Recensioni: ‘’Peacemeal’’, il nuovo disco di Ron Gallo

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Ron Gallo, nome breve e facilmente ricordabile. Alcuni si chiederanno chi sia immagino, ma vi
assicuro che dopo aver ascoltato i suoi dischi precedenti e dopo aver assaporato il personaggio e
compreso l’artista non potrete fare a meno di gustarvi anche il suo nuovo album ‘’Peacemeal’’, in uscita oggi.
Conobbi questo artista fino ad allora per me sconosciuto circa tre anni fa, suonava in un paese non lontano da Pisa in occasione di un festival locale, Musicaviva, e posso dire che fu una delle
scoperte migliori dell’anno.
Ron Gallo è un cantautore e musicista americano classe ‘92 dalle chiare origini italiane, che con la sua figura esile ma teatrale riesce a riempire e dominare un palco suonando un mix tra garage rock anni ‘90 e punk rock. Dopo aver militato in varie band nel 2017 esordisce con il suo primo disco da solista dal titolo Heavy Meta pubblicato per New West Record. Proprio questo lavoro ha permesso all’artista di farsi conoscere al pubblico condividendo il palco con artisti della scena indie-rock americana come The Oh Sees e Fidlar e di partecipare a festival importanti come il Coachella e il Bonnaroo. Nel 2018 arriva anche in Italia con un paio di date nei festival più ‘’underground’’, come il Beaches Brew e, appunto, Musicaviva, e subito ecco il successo.
La critica arriva ad assimilarlo ad artisti quali Jack White, facendo leva sulla sua sperimentalità e sulla
capacità di attraversare i generi più diversi, dal pop rock alla neo psichedelia all’hip-hop.
E questo è Ron Gallo, capelli quasi afro con un look anni ’90 che con una musica lo-fi si diverte e ci fa divertire, cantando a squarciagola pezzi rock’n’roll come ‘’Young Lady Scared Me’’.
Nel 2018, anno decisamente creativo, pubblica il suo secondo EP dal titolo ‘’Really Nice Guy’’, dai
toni più ironici e dai suoni più glam rock e ‘’Stardust Birthday Party”, descritto come un disco più new
wave e meditativo.
Nel 2020 con il diffondersi della pandemia e l’impossibilità di tenere dei live Ron Gallo prende parte a varie iniziative in streaming e lancia addirittura un suo sito reallynice.world, nel quale condivide ogni interesse artistico, musica, grafica e perfino una linea di abbigliamento, affermandosi come artista eclettico e in grado di sorprendere.

Il 2021 è l’anno del terzo disco: il titolo è Peacemeal, in uscita sempre per l’etichetta New West Records, è stato anticipato da due singoli Can We Still Be Friend e Hide, traccia per la quale è stato pubblicato anche un video dai toni allucinanti e ironici che mettono in chiaro la scelta stilistica dell’artista.
Quest’ultimo disco si presenta come un melting pot di generi, spaziando dall’hip-hop al garage, per
approdare in sonorità jazz, il tutto in salsa lo-fi che permettono di assimilare il cantante ad artisti come Ty Segall o i Black Keys, pionieri del genere.
Quello che ci possiamo, anzi, che ci dobbiamo aspettare da un disco di Ron Gallo è sicuramente la varietà, sia nei generi musicali che nella durata delle tracce; così potrei giustificare la strana scelta di aprire il disco con un breve brano di 30 secondi: un risveglio, un’introduzione al mondo dei pezzi che seguiranno.
Seconda traccia è ‘’Hide (myself behind you)’,’ pezzo ironico che apre con una chitarra funk che fa
subito anni ‘50, accostata però a uno stile reggae e hip-hop che si ripete lungo tutta la canzone.
‘’Hide’’ è una traccia ironica e divertente che pone chiaramente le basi del disco, Ron non vuole fare
canzoni e testi pesanti, da affrontare con troppa interiorità, non ce n’è bisogno in periodi già di per sé pesanti, e allora via verso il garage-rock di Wunday (I go crazy after dark).
La terza traccia del disco ha toni più pacati e sonorità quasi ambient, ‘’Please don’t die’’ è un pezzo
più elettronico, che strizza l’occhio all’hip-hop e ai synth per abbandonare le chitarre delle due
tracce precedenti.
‘’Saturday’’, la quarta traccia, è essenzialmente un monologo di circa un minuto. Ron non è nuovo a
questo tipo di tracce, già in precedenza nei suoi dischi erano comparsi testi che in realtà non erano
altro che ironiche conversazioni. ‘’Saturday’’ è divisa in due parti e fanno da intermezzo tra la prima e la seconda parte due tra le tracce più interessanti del disco, che stavolta strizzano l’occhio al mondo jaz: ‘’Easter Island’’ e ‘’A plate in my honor’’. Quest’ultima presenta un arricchimento dal punto di vista strumentale, infatti si aggiungono dei fiati.
Avviandoci verso la chiusura del disco abbiamo il primo singolo estratto ‘’Can we still be Friend’’, un pezzo che potrebbe essere una delle poche ballate scritte da Ron Gallo, toni pacati e ascolto piacevole. La penultima traccia è ‘’You Are Enough’’, pezzo decisamente più hip-hop e ironico.
A chiudere il disco la mia canzone preferita di tutta la tracklist, nonché uno dei pezzi meglio riusciti del disco, quasi sei minuti di testo dal titolo ironico ‘’All the punks are domesticated’’, un vero e
proprio miscuglio questa canzone in cui il rock primi anni ‘60 si accosta all’elettronica anni ‘80, al
beat hip-hop e ai fiati jazz che spererei veramente di vedere anche in una futura resa live della
canzone. Insomma un gran bel pezzo che descrive pienamente il mondo musicale variegato di Ron
Gallo.
Tirando le somme di questo disco mi sento di consigliarlo per un ascolto senza preconcetti, in modo da riuscire anche a stupirsi. Perché Ron Gallo è questo, un melting pot di arti che unisce buone doti e ottima inventiva per creare una musica particolare e unica che sa di gioia e ironia senza melodrammi fin troppo scontati.
Sì, Ron Gallo lascia a bocca aperta tanto in cuffia che live, quindi in attesa di poterlo vedere dal vivo, godetevi l’ascolto del suo nuovo ‘’Peacemeal’’.

Tracklist:
(Uoy dniheb flesym) ediH
Hide (myself behind you)
Wunday (I go crazy after dark)
Please don’t die
Saturday Pt.1
Easter Island
A plate in my honor
Saturday pt.2
Can we still be friend
Cancelled
You are enough
All the punks are domesticated

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