ESNS21: intervista con gli Slow Crush

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Responsabile di una delle uscite a sorpresa del 2018, Slow Crush è una band shoegaze convincente e abrasiva, che si occupa di contrasti. Pesante come un sogno cupo, eppure vibrante in modo rilassante. La voce vulnerabile, morbida e fluttuante di Isa Holliday di Manchester sobbolle sotto strati di noise, pop grungy e intriso di shoegaze, cercando rifugio da un mondo incasinato. Il gruppo belga ha girato l’Europa e gli Stati Uniti dopo aver pubblicato il suo full length di debutto Aurora, e l’EP 2020 Reel dimostra che sono di nuovo in pista.

Come non amare gli Slow Crush? Sapete il vero shoegaze? Non quello che rivendono un po’ tutte le band darkettone e che gli editor per far veloce mettono lì all’elenco anche quel genere. No, qui si è duri e puri. Piacevolmente. Con la voce di Isa che come dice Isa “a me esce così” ma che nel genere deve essere così. Con tutti i giochi di pedali dal vivo e niente in studio. Una cosa così, una band così, è un gioiellino, una primizia da cogliere se arriva dalle vostre parti.

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