Recensioni: Songs for the Drunk and Broken-Hearted, il nuovo disco di Passenger

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A poco più di due anni dall’uscita suo ultimo disco ‘’Runaway’’, il cantautore di Brighton Passenger torna con un nuovo lavoro dal titolo “Songs for the Drunk and Broken-Hearted’’ che esce oggi per Cooking Vinyl/Egea Music/The Orchard. Ad anticipare il disco sono stati due singoli pubblicati durante lo scorso autunno; si tratta della title track e di ‘’Suzanne’’.

Ormai dal 2007 Passenger si è affermato come esponente della musica indipendente inglese, panorama in cui è riuscito a unire folk e pop in modo semplice e diretto contando quasi esclusivamente su una voce calda, avvolgente e narrante, e sulle fidate acustiche. Stile che probabilmente ha reso proprio in seguito all’esperienza Australiana, un vero e proprio On the Road che ha permesso all’artista inglese di essere completamente coinvolto nel panorama locale e nel busking.
L’album in uscita verrà ufficialmente presentato il 10 Gennaio, anche se purtroppo a causa della situazione globale si tratterà di un evento in streaming dalla Royal Albert Hall di Londra; ad ogni modo si tratta di un’ottima occasione per assaporare il disco e capirne lo sviluppo direttamente dalle parole dell’artista.

‘’Songs for the Drunk and Broken-Hearted’’ si compone di 10 canzoni scritte dall’artista in un periodo difficile legato a vicende personali; la fine di un amore, cosa che si respira anche nella tristezza e nel senso di rimorso di alcuni pezzi.
Il disco si apre con un pezzo acustico, sicuramente uno tra i migliori del disco, il titolo è ‘’Sword From the Stone’’, un pezzo a metà strada tra il folk e il pop che ricorda molto le ballate di altri artisti come Ed Sheeran o James Blunt, ma Passenger dalla sua parte ha l’accompagnamento di un piano e di una densa parte strumentale che arricchiscono e impreziosiscono il pezzo.  Una ballata con l’amore come tema principale, ma che in realtà cela una parte strumentale ricca ed interessante.
Segue ‘’Tip of My Tongue’’, un pezzo dalle sonorità più allegre ed immediate con una linea di basso apprezzabile a rifinire la melodia creata da una chitarra acustica e dalla seconda chitarra che in realtà appare essere essenziale in altri pezzi del disco, vedi ‘’What you are Waiting for’’.
Saltiamo direttamente a Sandstorm, la sesta traccia del disco, la più lunga, che con cinque minuti di durata e un’intro piena di emozioni a mio avviso si afferma come il pezzo migliore del disco. Quest’ultima si basa su un arpeggio che rimanda alla scena folk inglese di Hozier, Jack Savoretti e appunto Ed Sheeran, con il quale Passenger ha intrapreso negli scorsi anni uno dei sodalizi più produttivi della sua carriera, che ha contribuito a farlo conoscere come solista dopo aver chiuso l’esperienza musicale come band, finita nel 2009.
La settima traccia è la title track che è stata presentata corredata da un video musicale che vede lo stesso Passenger e i membri della band vestiti da clown scoraggiati, dal cuore spezzato. A Proposito del video il cantante ha dichiarato: “Questo video è stato molto divertente da girare, sono un grande fan del film “The Joker”, e dato che il testo della canzone menziona clown e giullari è sembrata un’ottima opportunità di travestirsi da clown e spaventare tutti quanti. L’idea di ambientarlo in un bar cupo e triste aiuta molto a trasmettere la storia della canzone.”
Insomma un travestimento che in realtà nasconde la tristezza e il senso di solitudine per l’amore finito.
Il secondo singolo estratto, ‘’Suzanne’,’ si basa su piano e voce con la delicatezza e la dolcezza riservate solo ad affetti speciali. Una canzone d’amore, un amore finito che viene descritto all’ascoltatore dalla voce calda e narrativa del cantante che dichiara alla fine: “Suzanne, it is a crying shame that they’ll never know your name.’’ Un pezzo che sicuramente dal vivo renderebbe totalmente il senso di smarrimento che segue la fine di un amore e che ci auguriamo di ascoltare presto in vero concerto.
A chiudere il disco ‘’London in The Spring’,’ una canzone che lascia un messaggio di rinascita e di speranza, un messaggio positivo che descrive la frenesia di una città come Londra che però a primavera sembra calmarsi ed apprezzare la dolcezza della primavera. Una metafora probabilmente che sta per un cuore infranto che superati i rimorsi è nuovamente pronto a vivere. Bell’insegnamento da parte del cantante che spinge l’ascoltatore a vivere e a non soffocare nel passato.

Un bel ritorno per Passenger, disco che a tratti potrebbe sembrare leggermente piatto ma che merita almeno due ascolti per poterne assaporare tutte le sfumature e piccoli arricchimenti dati da archi, chitarre, piano e basso alla parte strumentale. Un disco che aspettiamo di sentire dal vivo nella prossima data di Merano il 22 luglio.

 

Tracklist:

Sword From the Stone

Tip of My Tongue

Whay You are Waiting for

The Way That I Love

Remember To Forget

Sandstorm

Suzanne

Songs for the Drunk and Broken-Hearted

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