Recensioni: “Live all’Ohibò” (live album) di Cappadonia

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In un momento come questo in cui ci manca tanto la musica dal vivo, le registrazioni dei concerti passati possono aiutarci a rivivere quell’atmosfera, e un ottimo esempio è costituito dal nuovo disco di Cappadonia, Live all’Ohibò, in uscita il 24 dicembre.

Il concerto in questione si è svolto a gennaio 2020, un tempo non così tanto lontano – in fondo è passato meno di un anno – ma che sembra così distante, in uno dei luoghi più importanti d’Italia per la musica indipendente, ovvero il Circolo Ohibò di Milano. Il locale in questione, però, purtroppo non esiste più e l’artista con questo album vuole anche rendergli omaggio, perché locali come questi non sono solo luoghi, ma anche contenitori di serate bellissime ed emozioni indelebili.

Ho deciso di “immortalare” queste versioni live dei miei brani pubblicandole proprio in un momento in cui le canzoni non possono vivere, non respirano. Perché le canzoni durante i concerti hanno vita propria, e senza concerti non “respirano”. Questo disco serve a far vivere e respirare le canzoni.

Cappadonia

La data immortalata nel disco è stata anche la prima del tour dell’album Corpo Minore, tour a cui ho avuto il piacere anch’io stessa di assistere, a fine ottobre, al Circolo Quadro di Cittadella (Padova). Per l’esattezza, con grande malinconia, devo dire che è stato il mio ultimo concerto dell’anno, ultimo dei pochi, ma molto validi, live a cui ho potuto assistere durante quest’anno tanto funesto.

Ascoltando l’album mi rendo conto che è perfettamente fedele all’esperienza del live a cui ho partecipato ad ottobre: un concerto rock, cantautorale e raffinato allo stesso tempo.

Accompagnano Cappadonia musicisti di altrettanto spessore come: Emanuele Alosi alla batteria (già compagno di band nel progetto Stella Maris), Filippo La Marca alle tastiere, Michele Zappoli al basso e Alessandro Cairo alla chitarra.

Il concerto inizia con Sotto tutto questo trucco caratterizzata dai classici elementi del rock: chitarre, basso e percussioni sono predominanti, ma senza strappare la scena alla voce chiara e cristallina di Cappadonia; un po’ in contrasto, forse, con questi suoni di chitarra importanti, ma il risultato nel complesso è di una piacevole armonia di elementi diversi che si compensano.

Si prosegue con il singolo Orecchie di elefante, ma la vera perla del concerto è Noi corriamo, canzone manifesto dei nostri tempi.

Il brano Lontano vede la presenza del coautore Alessandro Alosi, ex componente e autore ne Il pan diavolo.

Il momento più emozionante si verifica con Io No, con un’interpretazione intensa e impeccabile; un brano già interessante da disco, ma con questa versione live acquisisce un grado ancora maggiore di intensità. Non può mancare anche la title track dell’album Corpo Minore, un lavoro in cui non mancano riferimenti agli astri e allo spazio, e questa atmosfera un po’ celeste, secondo me, si riflette anche un po’ nei suoni.

Durante il concerto c’è spazio anche per un momento Stella Maris con la coinvolgente Eleonora No, che con grande gioia e anche un pizzico di nostalgia mi ricorda bei momenti in un altro locale caratteristico della musica alternativa in Italia, ovvero il Covo Club di Bologna. Penso tanto, con un sorriso, a quanto sarà speciale quando si potrà tornare in quei luoghi, e un po’ in questo disco li sento rivivere. Apprezzo molto questa versione di Cappadonia che, con la sua voce cristallina e molto precisa, dà nuova linfa e una nuova luce a un brano già tanto bello e a cui sono molto affezionata.

Il concerto termina con il mio pezzo preferito di Cappadonia, Iniziare a liberarsi gradualmente di te, suonato in una versione piuttosto intensa e intrigante, un brano che parla anche dell’accettazione di sé, dei propri difetti, del liberarsi da presenze negative, dentro e fuori di sé. La canzone termina con un lungo outro fatto di schitarrate, percussioni prepotenti; insomma, è un concerto rock a tutti gli effetti, energico e al contempo però introspettivo, perché i testi di Cappadonia non sono mai scontati né banali. Un concerto che parla di momenti migliori di quello che stiamo vivendo, con una registrazione capace di far rivivere quei bei ricordi, con l’augurio di tornare, quanto prima, ad aggiungere tanti altri tasselli al puzzle dei concerti live delle nostre vite.

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TRACKLIST

1 – Sotto tutto questo trucco
2 – Orecchie di elefante
3 – Fango
4 – Direzione opposta
5 – Quando un amore muore non ci sono colpe
6 – Noi corriamo
7 – La forma della mia faccia
8 – Lontano feat. Alosi
9 – Io no
10 – Corpo Minore
11 – Eleonora no
12 – Iniziare a liberarsi gradualmente di te

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