Recensioni: Matteo Torcinovich, Grafika!80! Italian New wave, Punk, Dark, Industrial

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Il mitico decennio degli anni ottanta viene ricordato per molti avvenimenti e per quanto riguarda la musica è senz’altro importante per il grande fermento underground. Ma dietro alla musica c’è tutto un mondo, fatto di arte, passioni, e anche un po’ di follia. Di questo ci parla il libro di Matteo Torcinovich, Grafika!80! Italian New wave, Punk, Dark, Industrial, che si focalizza sulla musica punk, dark, industrial in Italia in quel decennio, raccontando anche tutto il mondo connesso ad essa.

L’autore ha unito in un’unica opera due sue grandi passioni: la grafica e la musica. Infatti Matteo Torcinovich è collezionista di vinili, appassionato di musica, soprattutto punk, ed è anche grafico per la fanzine L’age D’Or ed il mensile Jamais Bourgeois.

Il libro è composto da quasi trecento pagine, in cui le immagini sono protagoniste, sono infatti più di ottocento. I testi sono scritti da Matteo Torcinovich e da: Vittore Baroni, Mirco Salvadori, Giorgia Fileni.

Ci sono quattro macro aree nel libro: una dedicata alle fanzine, un’altra alle etichette discografiche indipendenti, un’altra ancora alle cassette, e ultima, ma non meno importante, all’utilizzo della fotocopiatrice come mezzo per fare arte.

Tutte le parti del libro, dettagliate nei racconti e nei dati, hanno in comune un aspetto: la grande passione di chi ha contribuito sia all’uscita delle fanzine in quel decennio, sia alla collezione di cassette, al fare della fotocopiatrice un mezzo per costruire delle grafiche, spesso provocatorie e anticonvenzionali, a chi ha cercato di tenere in piedi etichette indipendenti, contro il mainstream preponderante all’epoca, un po’ come lo è anche oggi.

Nell’introduzione, Come un pugno sullo stomaco, l’autore Matteo Torcinovich racconta la storia di come si è appassionato alla musica, le sue passeggiate a Venezia alla scoperta dei negozi di dischi per lui più speciali, e accompagna così il lettore a scoprire il suo mondo.
Carta stampata si occupa di raccontare le principali fanzine italiane, nate spesso su esempio di altre straniere. Il racconto che precede i piccoli focussulle fanzine prende il nome emblematico di Io sono un tecnofobico, sempre dell’autore Matteo Torcinovich. In questa parte del libro verrà accennato il concetto della fotocopiatrice come mezzo per creare grafiche e sviluppare la creatività, concetto ripreso anche verso la fine del libro.
Plastica nera narra della vita, spesso breve ma intensa, delle etichette indipendenti italiane degli anni 80; il racconto introduttivo, La compagnia delle Indye, è di Mirco Salvadori.
C30 – C60 – C90 è un approfondimento sul mondo vastissimo delle cassette, che racconta della cassetta come oggetto quasi di culto, che seppur oggi obsoleto, in realtà per alcune nicchie sta tornando di moda. Il racconto introduttivo C-80: Cassette Culture, Tape Network, Tapezines e altre meraviglie è di Vittore Baroni.
Piccolo spazio pubblicità è introdotto da Fotocopia e creatività, racconto di Giorgia Fileni.

In particolare quest’ultima parte del libro mi ha colpito, in quanto è interessante vedere che, in un epoca di transizione dall’analogico al digitale, alcune tecniche che apparentemente potrebbero sembrare obsolete, invece hanno permesso dei risultati tanto interessanti quanto originali, spesso provocatori. Insomma, perfettamente pertinenti con dei generi dissacratori come il punk (e non solo).

Un libro interessante sia per chi gli anni ottanta li ha effettivamente vissuti e vuole rivivere determinate dinamiche, con o senza nostalgia, sia per chi, come me, in quegli anni non c’era nemmeno ed è curioso di apprezzare i racconti e le immagini di un periodo ricco di fermento culturale e di passioni, tenute in vita grazie a persone, professionisti e non, veramente dedite all’arte e alla musica di una certa nicchia.

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