Recensioni: “91 Days in Isolation”, il nuovo disco di The Slow Readers Club

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Durante il lockdown molti artisti hanno trovato una maggiore ispirazione per comporre e scrivere musica, fra questi ci sono The Slow Readers Club, band di Manchester composta da Kurtis Starkie, Jim Ryan, Aaron Starkie, David Whitworth che in UK riempie i palazzetti (e che mi auguro presto accada anche qui). Durante il lockdown, infatti, The Slow Readers Club non si sono mai fermati e hanno sempre proposto qualcosa di nuovo, tra cui dei video di canzoni registrate ciascuno a casa propria e montate assieme (le cosiddette lockdown versions, come You Opened Up My Heart), dirette varie e, in generale, non hanno mai smesso di interagire con i fan. Oltre a ciò, hanno scritto anche un nuovo album.

91 Days in Isolation, che esce oggi per SRC, l’etichetta della band, è il quinto album del gruppo e segue il fortunato The Joy Of The Return, uscito a marzo di quest’anno.

I pezzi dell’ultimo album della band sono stati scritti da ciascuno a casa propria durante la chiusura totale, poi, a mano a mano che le restrizioni si sono allentate, il gruppo si è ritrovato all’Edwin Street Recording Studio per mettere assieme tutte le parti e ottenere così un nuovo lavoro.

Il disco inizia con la travolgente Barricades che ha un intro decisamente catchy che si ripete spesso durante il brano, con delle sonorità indie-rock. L’outro, altrettanto potente, ci porta a Everything I Own, un brano dalle sonorità più cupe in cui spicca la voce, a tratti in falsetto, del cantante Aaron Starkie. Questo, assieme a Wanted Much More (canzone che colpisce particolarmente già dal primo ascolto), è forse il brano più in linea con altri del passato della band, probabilmente anche per la presenza di alcuni elementi elettronici. Questi stessi elementi elettronici, infatti, nel complesso di tutto il disco, sono meno preponderanti rispetto ad altri album del passato, e lasciano più spazio a basso, batteria e chitarra.

C’è poi il singolo Yet Again, in cui spicca una nota di rabbia che si trasforma in energia. La ripetizione del sintagma “yet again” assieme alle ritmiche incalzanti rendono questo brano un buon singolo.

Lost Summer, assieme alla traccia di chiusura Like I Wanted To, sono le tracce più malinconiche, e anche più intime del disco, nelle quali maggiormente si percepisce il tema dell’ “isolation”. In questi casi si fa particolarmente protagonista la voce del cantante, al contempo tecnicamente perfetta e però tanto toccante. Non manca proprio niente in questo disco, così ci sono due brani più puramente rock come The Greatest Escape e Two Minutes Hate, che includono sempre una nota dark.

Un album, insomma, in cui ritroviamo un po’ tutte le caratteristiche della band: l’energia, l’introspezione, qualche nota cupa ma non troppo eccessiva, le vocalità precise e allo stesso tempo emozionanti.

Una band che valerebbe la pena di andare a vedere dal vivo: gli Slow Readers Club saranno dal vivo un po’ ovunque in UK e in Europa, ed è prevista anche una data a Milano, al Biko, il 24 aprile. La lista completa delle date è disponibile nel loro sito ufficiale.

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TRACKLIST DI 91 DAYS IN ISOLATION

1. Barricades
2. Everything I Own
3. Yet Again
4. Lost Summer
5. The Greatest Escape
6. Wanted Much More
7. Two Minutes Hate
8. Like I Wanted To

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