Recensioni: “Sold for Sale”, il nuovo EP del cantautore australiano Didirri

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L’ Australia per tutti noi è un mondo lontano, una realtà diversa e per molti non affrontabile nemmeno nei pensieri. Da un posto del genere ci aspetteremmo le cose più strane, sia nella società che a livello artistico, e su questo non possiamo che condividere gli stereotipi: basti pensare agli artisti eclettici e simbolici che a partire dal primo Nick Cave hanno calcato la scena musicale, fino alla giovanissima Tash Sultana, che da ormai qualche anno stupisce tutti con la sua chitarra con la quale suona una mix di R&B e folk-rock.
L’età dell’artista che ho ascoltato è più o meno quella. Infatti, poco più che ventenne, Didirri (che come dichiarato deriva da un termine indigeno traducibile come “quiete profonda”, una sorta di incontro Zen), nome d’arte di Didirri Peters, ha respirato la vita del cantautore fin da piccolo in tour con i propri genitori. Di tutti gli insegnamenti e dellle esperienze ha fatto tesoro per pubblicare il suo primo lavoro, “Measurements”, esordio del 2018 che lo ha portato sui palchi con artisti del calibro di Hozier e Vance Joy e a ricevere un discreto apprezzamento e seguito nei più grandi festival europei lo scorso anno.
E dopo un simile successo l’artista è pronto a replicare con un secondo EP pubblicato per Nettwerk dal titolo “Sold for Sale”, sette brani che mettono in piena luce la capacità dell’artista di sfruttare diversi approcci nella sua musica, che vanno dall’introspettività di un pezzo quale “The  Critic” fino alle sonorità più folk di “Strange”, traccia di chiusura del disco.
L’album si apre con la title track: “Sold for Sale” una ballata pop-rock in cui immergersi per lasciarsi trasportare dalla voce accogliente del cantautore in immagini della vita trascorsa, il tutto scandito da una linea di basso inconfondibile.
Il disco prosegue con “Loose Belt Drive” un pezzo dall’opening sicuramente peculiare in cui la batteria la fa da padrone per poi sfociare in una bellissima acustica e nel bridge di cori; un perfetto alternarsi di strumenti in cui la stessa voce arricchisce l’armonia delle chitarre perfettamente, tanto da fare pensare a un pezzo che sarebbe ben riuscito anche solo come voce e chitarra.
Menzione particolare per “Blue Mood Rising”, pezzo che preferisco e che associo perfettamente alla fine dell’estate o a una giornata piovosa in cui una piccola luce riesce a portare uno dei sorrisi migliori, un bel pezzo con una ritmica incalzante e veloce; un pezzo che con piacere ogni ascoltatore canterebbe volentieri con le persone care.
Altro cambio di passo per “Dont fight with what you’re fighting for”, singolo che ha anticipato l’uscita del disco corredato di un video in cui compare anche la stessa Vance Joy. Il pezzo si propone come un mantra, un invito, anzi, un caldo consiglio a migliorare se stessi e a fare pace con ciò che siamo per poi rivolgersi all’esterno e portare del buono anche intorno a noi:  “There is no point trying to tackle something on a big scale, if you can’t stick to your morals and lead by example” come dichiarato dallo stesso artista in una recente intervista.
Un EP dalla durata contenuta che però riesce ad accostare diversi stili e sfruttare diversi strumenti in modo da creare una base strumentale densa e solida con la quale il giovane cantante riesce a presentarsi come una luce, una ispirazione per la il folk-rock e per tutta la musica che finalmente torna a fare degli strumenti il proprio punto di partenza.

Trackilist:

Sold for Sale

The Critic

Loose Belt Drive

Blue Mood Rising

Raw Stuff

Don’t Fight WithWhat  Your’re Fighting For

Strange

 

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