Album Review: Kelly Lee Owens – “Inner Song”

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“Inner Song” è il titolo del secondo album dell’artista Kelly Lee Owens che dal Galles, dopo vari ep e l’esordio del 2017 “The History of Apple Pie”, giunge a Londra per dedicarsi, agli inizi, alla shoegaze e successivamente al suo genere prediletto, così ipnotico e onirico da catturare anche coloro che non sono amanti del genere.
“Inner Song” è una composizione di dieci tracce realizzato per la Smalltown Supersound che sarebbe dovuto uscire lo scorso primo maggio, ma, causa Covid, vedrà la luce il prossimo 28 agosto.

L’opera discografica di Kelly Lee Owens parte con una cover dei Radiohead, ovvero “Arpeggi”, per poi giungere a “Jeanette”, traccia vicina alla morte e dedicata alla nonna dell’autrice alla quale era piuttosto legata.
Kelly Lee Owens, con la sua techno sperimentale ed electro-pop indaga vari mondi della psiche, compreso quello del dolore e della perdita, fino ad arrivare a una comprensione dell’essere umano e della sua natura decisamente più ampia, visionaria e surreale.
L’autrice naviga attraverso gli oceani della propria psiche, anche del proprio dolore, costruendo traccia dopo traccia la sua vita e quelli degli altri, catturandoli in un vortice sì danzereccio e sperimentale, ma, soprattutto, trascinandoli dolcemente (“Night”, “Re-Wild” e “Wake Up” ne sono  esempi simbolici) in un sogno ad occhi aperti, grazie alla voce sussurrata della stessa artista che volteggia dolcemente su queste basi techno oniriche.

Tracklist:

1. Arpeggi
2. On
3. Melt
4. Re-Wild
5. Jeanette
6. L.I.N.E
7. Corner of my Sky feat John Cale
8. Night
9. Flow
10. Wake-Up

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