Album Review: L.A. Salami – ” A Reason to Have Faith”

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L.A. Salami, o meglio Lookman Adekunle Salami, è un genio proveniente da Londra, oltre ad essere un artista a 360°.
Oggi, difatti, parleremo della sua genialità grazie al suo terzo album “ A Reason to Have Faith”, un lavoro discografico che risponde a molti dubbi e che fa riflettere sulla situazione attuale in cui si trova l’essere umano, oltre alla messa in scena delle emozioni e sensazioni provate dallo stesso artista.

Innanzitutto parto con l’affermare che questa terza uscita discografica è parecchio complicata da descrivere, vuoi per la mole intensa di influenze, per le innovazioni portate su campo dall’artista in questione e per le tematiche riportate, a tratti riflessive, filosofiche e psicologiche.
Se vogliamo partire dalle influenze, possiamo anche trattare le tecniche innovative di L.A. Salami: per la lunghezza di alcuni brani, tra cui la prima traccia che prende il nome dell’album, potrebbe esserci qualche riferimento al progressive o alle opere di Thom Yorke, mescolato a chitarre acustiche, parti di hip hop anni ’90 (The Cage) e voce Pop mescolata a parti recitative.
Questi aspetti tendono a dominare per i quasi 45 minuti di opera che, improvvisata come non mai, a tratti può ricordare anche Lou Reed o Bob Dylan (“When You Play God”) o una buona dose di musicalità Blues e Folk.
Il pianoforte compare molte volte nel corso di questo album, che è così riflessivo, poco ironico (Dear Jessica Rabbit è un’eccezione), ipnotico e molto esplorativo: la bellezza delle melodie, delle sonorità e le variazioni dei vocals dell’artista portano ad arrangiamenti mai banali e che segnano un vero e proprio viaggio tra generi ed esperienze personali e non.
Un album, questo “A Reason to Have Faith”, che speriamo possa dare la giusta “ragione” e fedeltà all’artista, il quale, fino a questo momento, è rimasto rinchiuso in una cerchia fin troppo piccola per la sua creatività.

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