Album Review: Sahara – Pure Glass

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Direttamente da Toronto arriva una band che, lo scorso 26 giugno via la Hand Drawn Dracula, ha presentato il suo debutto discografico che prende il nome di Pure Glass.

La band di cui sto parlando si chiama Sahara ed è formata da Andrew Wilson (voce e chitarra),
Joseph Elaschuk (chitarra),  Julie MacKinnon (cori e basso) e Edan Scime Stokell (batteria).
Le sonorità in questo album puro, estivo e dalle influenze parecchio britanniche, hanno permesso alla band canadese di aprire ad altri importanti gruppi, quali DIIV, Beach Fossils, Chameleons e via dicendo, in quanto il genere di cui si parla è molto legato alle band suddette.
I Sahara, difatti, sono una di quelle band che, ogni tanto, nel corso di questo Pure Glass, ama guardarsi le scarpe (si sentono le influenze della Shoegaze insomma), ma adora altresì mescolare anche il synthpop tipicamente ’80s e le melodie nostalgiche che, alle volte, ricordano vagamente sia i Cure, sia le ondate meno oscure più à la Smiths (“Indoor Pool” ne è un esempio).
Se gli anni ’80 e ’90 dominano, ricordiamo anche di menzionare il presente, dove compaiono sonorità più surf, parecchio Pop, molto catchy, accattivanti e ben ritmate (“Warped Mirror”).
La voce di Wilson si diffonde come un’eco ventilata per tutta la durata di Pure Glass, mentre le chitarre si mettono maggiormente in mostra e fanno le star su “Chimes”.

https://www.youtube.com/watch?v=lT0JXnhGuzc

I Sahara, insomma, sono una di quelle band su cui balli gli anni ’80 e ’90 e solo al risveglio da “Pure Glass” ti rendi conto di aver ascoltato e danzato su un buon album del 2020.

Tracklist:

01 – Clear
02 – Cold Summer
03 – Ash
04 – Chimes
05 – Indoor Pool
06 – Melted
07 – Warped Mirror
08 – 100 Days
09 – Mirage

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