Album Review: Silverbacks – Fad

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Dublino è una città che, musicalmente parlando, sta regalando importanti esordi – e non- musicali.
La band presentata quest’oggi proviene proprio dalla città irlandese ed è formata da Daniel O’Kelly (chitarra e voce), Kilian O’Kelly (chitarra e voce), Emma Hanlon (basso e cori), Peadar Kearney (chitarra) e Gary Wickham (batteria): ecco a voi i Silverbacks.
L’album d’esordio della band uscirà il prossimo 17 luglio e prenderà il nome di Fad.

Il disco presentato dalla band di Dublino è ricco di influenze che vanno dal Post Punk di fine anni ’70, agli squilibri No-Wave tipici di New York.
Le chitarre presenti nella band sono ben tre e creano sonorità rumorose, eclatanti e alquanto imprevedibili; la sezione ritmica è marcata sin dall’iniziale “Dunkirk”, grazie a una linea di basso intensa e pronta a far vibrare il palcoscenico.
Fad è un modo, un mondo, di rappresentare sconnessioni tra ciò che è una dimensione irreale, o, al contrario, una vera e propria rivoluzione culturale giovanile.
Le canzoni presentate in quest’esordio discografico dei Silverbacks sono caratterizzate sia da attimi fugaci ed effimeri, sia da momenti di riflessione, a causa della presenza di una voce femminile che compare ogni tanto per qualche coretto a sorpresa (nel singolo “Muted Gold”, brano nel quale vi è  anche un piccolo omaggio vocale al grande Duca Bianco), o per intere canzoni come ad esempio  “Up The Nurses”.
Fad è un album vivido, alternativo e colorato che designa un nuovo Post Punk d’oltremanica e che sorprende, a dir poco, sia per le improvvisazioni di tre riff di chitarra che, uniti tra loro, creano un mondo caotico e allucinante, sia per l’innovazione di genere portato in vita dalla giovane band.

TRACKLIST:
1. Dunkirk
2. Pink Tide
3. Drink It Down
4. Fad ’95
5. Dud
6. Klub Silberrücken
7. Travel Lodge Punk
8. Just In The Band
9. Grinning At The Lid
10. Muted Gold
11. Up The Nurses
12. Madra Uisce
13. Last Orders

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