Recensioni: Heartwork, ottavo album studio della band americana The Used

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Heartwork è l’ottavo album studio della band americana The Used, uscito il 24 aprile per l’etichetta Big Noise.

È un album di grande energia che si potrebbe includere principalmente nel genere punk rock con elementi screamo più aggressivi ma anche diversi elementi elettronici e più melodici. Brani più puramente punk si alternano ad altri pezzi più sperimentali.

Paradise Lost, a poem by John Milton apre l’album con uno di questi pezzi più puramente punk, molto energico e anche orecchiabile e accattivante, un ottimo incipit e un brano scelto anche come singolo. Segue subito un altro singolo, Blow Me (feat Jason Aalon Butler) in cui chitarre elettriche, batterie dai ritmi martellanti, molta energia e scream padroneggiano la scena.

Improvvisamente, dopo alcuni brani di questo calibro, arriva la breve My Coccon che vede un veloce cambio di registro; un brano dalle sonorità più intime che dà inizio alla parte più sperimentale del disco. Segue infatti Cathedral Bell, molto diversa dai brani che avevano aperto il disco, più melodica, con elementi elettronici, ritmiche coinvolgenti ma più delicate, ritornelli accattivanti, e soprattutto le chitarre non sono più protagoniste, ma fungono solo da contorno.

I brani seguenti 1984 (Infinite Jest) e Gravity’s Rainbow sono particolarmente sperimentali e vedono anche l’utilizzo di strumenti ad arco. In Gravity’s Rainbow tornano però prepotenti anche le chitarre. Segue poi Clean Cut Heals, fra tutte la più in linea con Cathedral Bell, con delle ritmiche quasi funky e dance, non perdendo in fondo però lo spirito punk. Un altro singolo degno di nota è The Lighthouse con Mark Hoppus, brano che ben raccolta l’essenza generale del disco, mettendo assieme i diversi elementi che lo compongono. Il ritornello e le ritmiche incalzanti sono perfette per costituire un singolo.

Segue poi Obvious Blasé con Travis Barker, per la quale immaginiamo sia possibile un futuro da singolo in questo album che si rivela essere pieno di collaborazioni.

L’album, tutto da scoprire, termina con To Feel Something, che ci sempre quasi un augurio. E in effetti, questo album non ci ha lasciati indifferenti, perché pieno di colpi di scena, collaborazioni, e grandi esplosioni di energia.

TRACKLIST

1. Paradise Lost, a poem by John Milton
2.Blow Me
3.Big, Wanna Be
4.Bloody Nose
5.Wow, I Hate This Song
6.My Cocoon
7.Cathedral Bell
8.1984 (Infinite Jest)
9.Gravity’s Rainbow
10. Clean Cut Heals
11. Heartwork
12. The Lighthouse
13.Obvious Blasé
14.The Lottery
15.Darkness Bleeds, FOTF
16.To Feel Something

Pagina Facebook della band https://www.facebook.com/TheUsed/

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