Recensioni: Penisola, l’album di debutto di Bartolini

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È uscito il 3 aprile per Carosello Records l’album di debutto di Bartolini, Penisola.
Un disco di 11 tracce che segue il fortunato EP d’esordio BRT Vol.1 (2019) e amalgama esperienze italiane e internazionali; l’artista infatti è stato per un buon periodo a Manchester.

Penisola è stato anticipato da due singoli, Non dirmi Mai e il più recente Lunapark che sono già un manifesto di come si presenterà l’album: musica che si può considerare far parte sì dell’ itpop, con diverse venature un po’ malinconiche, ma con diverse influenze wave, probabilmente frutto dell’esperienza british dell’artista.

Ritornando invece alla traccia d’apertura, Sanguisuga, anche qui percepiamo atmosfere synth-wave e i testi sono malinconici. I ritornelli sono facilmente memorizzabili ma non banali. Se infatti per certi versi possiamo riscontrare analogie con altri cantanti del genere itpop, per altri aspetti invece Bartolini è differente, sia per le atmosfere un po’ brit, sia per i testi più ricercati, al contempo con eccessivamente impegnativi.

Iceberg ha un sound più scanzonato, ma solo in maniera apparente; le relazioni vengono raccontate anche negli aspetti più tristi, nella loro fine.

Segue Millennials che è un pezzo molto interessante; secondo me, infatti, potrebbe essere un ottimo singolo: le strofe sono potenti forse anche più dei ritornelli; è un brano che parla di una generazione molto giovane ma che allo stesso tempo vede predominante un sound nostalgico anni 80, seppur questa tendenza stia parzialmente tornando di moda.

Dopo il singolo coraggiosamente malinconico Lunapark troviamo Follow che è un esempio concreto di questo incrocio fra il nuovo pop italiano e le atmosfere brit: le chitarre ci ricordano un po’ gruppi come the Wombats o The Vaccines. Questi richiami li abbiamo percepiti anche nel finale di Astronave. È interessante come questo artista molto giovane sia riuscito a includere e a far comunicare due mondi così apparentemente diversi. Il pezzo più intimo di tutti forse è proprio quello che dà il nome all’album, cioè Penisola.

Il disco prosegue coerente con quest’amalgama di elementi italiani e british fino alla fine, e si dimostra essere un disco molto piacevole all’ascolto, nel complesso senza essere banale. Le canzoni di Bartolini si prestano molto bene ad essere cantate all’unisono da tante persone in una bella atmosfera di festa, pertanto ci auguriamo di vederlo dal vivo non appena sarà possibile.

TRACKLIST

01. Sanguisuga
02. Iceberg
03. Millennials
04. Lunapark
05. Follow
06. Profilo falso
07. Non dirmi mai
08. Roma
09. Penisola
10. Astronave
11. I Love America

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