Live Report: Siberia – Circolo Ohibò, Milano, 19 febbraio 2020

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È Completamente sold-out (cit.) la data milanese dei Siberia al circolo Ohibò, e considerando che il capoluogo meneghino è in pieno fermento da fashion week, è un traguardo di tutto rispetto. È la seconda tappa ufficiale del “Tutti Amiamo Senza Fine” tour, partito da Livorno (patria della band) lo scorso sabato 15 febbraio, in riferimento all’omonimo album uscito il 29 novembre 2019.
Nell’ultimo anno e mezzo, dopo il tour di Si vuole Scappare, i “fab four” si sono esibiti per lo più in brevi ed intensi set acustici, non sempre nella formazione completa. L’aspettativa di questo nuovo full band tour quindi era molto alta. Ore 22.38, dopo una breve apertura del simpaticissimo Davide Genco, alias One Boy Band, siamo tutti pronti e impazienti ad accogliere sul palco Eugenio, Luca, Cristiano e Matteo. A fare da apripista è Ian Curtis, una dedica molto, troppo pop al leader dei Joy Division, grande ispirazione per i Siberia; non vi è nulla in questa canzone delle melodie oscure caratteristiche della new wave di fine anni 70, ma in fondo questa leggerezza nei suoni può essere un modo di esorcizzare il mito che si è creato attorno a una figura così complessa e controversa come Curtis. Si continua a ballare sulle note di La canzone dell’estate che, contrariamente a quanto può suggerire il titolo, ci parla di amori problematici, della delusione e frustrazione nello scoprire di non essere compresi dalla persona amata (“non sai quanto mi fai male”). Anche il terzo brano in scaletta è estratto dall’ultimo disco, si tratta di Piangere, il cui riff iniziale strizza l’occhio a 1979 degli Smashing Pumpkins, direi niente male; siamo passati ad atmosfere più rock, preludio dei successivi pezzi, Strangers in the field of love e Ginevra, decisamente tra i più apprezzati dai fan di vecchia data per il loro sound ruggente. I temi dell’amarezza e del male di vivere così cari a Eugenio li ritroviamo in Carnevale e Mademoiselle, alleggeriti da avvolgenti suoni synth-pop. Arriva quindi il momento del pezzo forte di quest’ultimo disco, Peccato. Posso vantarmi di averlo sentito in anteprima nell’agosto 2018; era una serata buia e tempestosa in quel di Lodi, e il maltempo purtroppo costrinse la band a ripiegare su un intimo set acustico di fronte a una ventina di persone. Anche questa versione riarrangiata e sistemata non delude. Eugenio dichiara che è stata la canzone più difficile da scrivere, in quanto molto personale e dolorosa, tanto che non vi era la certezza di poterla includere nel disco. Su questa scia emozionale la serata continua con la meravigliosa e struggente Mare, a mio parere il pezzo più bello dei Siberia: è poesia e nostalgia, è coraggio ma anche abbandono (“Quello che mi serve è il coraggio o la scusa, per tornare indietro nel tempo, per ricostruire su terra profonda la casa che ora non ho”). È ora il turno della melanconica Sciogliti, un grido a una sofferta quanto romantica adolescenza. Siamo oltre la metà della serata, e dato che c’è ancora molta voglia di ballare si parte con l’accoppiata My Love e Mon Amour, per stare un po’ senza pensieri!! Arriva poco dopo il vero manifesto dell’album, Tutti amiamo senza fine, un brano dall’ispirazione classica, e se vogliamo letteraria, dei primissimi Siberia, quelli di In un sogno è la mia patria. Verso il finale mi sembra di captare quel senso di ineluttabilità e nichilismo moderno di cui i Baustelle si son fatti portatori per anni, ispirando le generazioni di futuri musicisti. Non a caso Francesco Bianconi scelse proprio loro per aprire una delle date milanesi del tour estivo 2018. L’ultima parte del set è un continuo crescendo di emozioni per coloro che, come me, hanno letteralmente consumato Si vuole scappare: Cuore di rovo, Ritornerà l’estate e Nuovo pop Italiano vengono acclamate e accolte calorosamente dal pubblico; il cantautorato di Eugenio si rivela in tutto il suo splendore e magnificenza. Ultimo pezzo in scaletta è un brano d’amore fine a se stesso nella sua forma più pura: Non riesco a respirare chiude il concerto tra applausi e una meritatissima standing ovation. Il nuovo percorso dei Siberia sembra essere inarrestabile, questi quattro ragazzi di Livorno hanno complicità, una voglia matta di suonare e tanta energia da vendere, e hanno dimostrato di essere pronti per palchi più maturi.
Il mio consiglio è quello di non perderveli nelle prossime date del tour, li potete trovare, scoprire e amare nei seguenti luoghi e date: 21 febbraio – Bergamo, 22 febbraio – Roma, 29 febbraio – Rimini, 12 marzo – Torino, 14 marzo – Modena, 20 marzo – Cavriglia, 21 marzo – Perugia, 28 marzo – Firenze, 4 aprile – Bologna

Report di Francesca Busca 
Set list:
Ian Curtis
La canzone dell’estate
Piangere
Strangers in the field of love
Ginevra
Carnevale
Mademoiselle
Peccato
Mare
Sciogliti
My love
Mon amour
Tutti amiamo senza fine
Cuore di rovo
Ritornerà l’estate
Nuovo pop italiano
Non riesco a respirare
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