Recensioni: Deleter, quinto album in studio degli Holy Fuck

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È uscito il 17 gennaio 2020 per la Holy Fuck Record il nuovo album dei canadesi Holy Fuck, dal titolo Deleter, il loro quinto album in studio.
Sono presenti anche diverse collaborazioni in questo disco: il disco inizia in quarta con la collaborazione di Alexis Taylor degli Hot Chip; poi con Nicholas Allbrook dei Pond (e collaboratore per i live dei Tame Impala) e, last but not least, nella quarta traccia, con Angus Andrew dei Liars in Deleters.
L’album presenta una componente prevalentemente elettronica, ma non asettica, anzi, c’è molta “umanità”, sicuramente molto sentimento. Come loro stessi affermano:

“The robots are smarter than ever, and the algorithm knows more and more what we like as individuals, but we have to remind ourselves that there is music in the margins that can go missing and that that music is more important than ever.”

Insomma, la tecnologia è fondamentale, ma la musica non deve essere asettica, deve anche riprodurre l’animo umano.

L’ascolto inizia con Luxe, martellante, ipnotica, in cui, come ho accennato precedentemente, presenzia la vocalità di Alexis Taylor. La traccia è lunga più di sei minuti ed è gradualmente sempre più potente.
C’è poi la traccia Deleters con Angus Andrew, anche questa molto esplosiva ed energica, ma più breve dell’opener.
Dopo una più rilassata Endless, arriviamo a Free Gloss feat. Nicholas Allbroock, altra traccia lunga circa 6 minuti.
Con Moment arriva una seconda parte del disco, più puramente strumentale, per buona parte molto ballabile (ad eccezione di No Error, più sperimentale, quasi noise), molto interessante, soprattutto per chi ama l’elettronica.
Una menzione speciale va a San Sebastian che ben abbina elettronica e rock, con uno spirito tagliente e aggressivo.
Il disco si chiude con la potente Ruby, che conclude l’ascolto in un’esplosione di suoni.

TRACKLIST
1 – Luxe2 – Deleters
3 –  Endless
4 – Free Gloss
5 – Moment
6 – Near Mint
7 – No Error
8 – San Sebastian
9 – Ruby

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