Live Report: Jinjer, Magazzini Generali, Milano, 14 Dicembre 2019

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I Jinjer erano passati da Milano (Trezzo sull’Adda, per la precisione) all’inizio del 2019, come opener del concerto di Soilwork e Amorphis: il loro impatto fu incredibile, e alla fine dell’anno li troviamo headliner di uno show andato doppiamente soldout – previsto inizialmente al Legend Club, è stato spostato ai Magazzini Generali (grandi tre volte tanto), eppure i biglietti sono esauriti da settimane.
Segno che la band di Tatiana Shmailyuk si è velocemente guadagnata un posto nel metal moderno, partendo dai “confini dell’impero”, l’Ucraina, e arrivando su Napalm Records e nei cuori di molti appassionati.

Concerto importante per i Jinjer, quindi, ma anche per le band di apertura – peccato che gli orari prevedano gli Space Of Variations alle 17.30, i Khroma alle 18.15, i comunque attesissimi The Agonist alle 19.00, e gli headliner alle 20.10. Orari ottimi per chi poi vuole continuare a far serata, ma nonostante il giorno festivo, per molti (noi compresi) è stato complicato arrivare in orari decenti. Ci godiamo gli ultimi pezzi della band di Vicky Psarakis, senza poterli fotografare durante i primi tre pezzi, e quindi ora ci concentreremo solo sui Jinjer, che con qualche minuto di ritardo prendono il palco, e se lo mangiano.
Partono con il botto, con una Teacher, Teacher amatissima dal pubblico, ed in realtà danno poco spazio a Macro, il nuovo disco uscito in Ottobre – non sappiamo se vogliono far sedimentare le canzoni prima di proporle tutte dal vivo, ma di certo questo tour non è all’insegna della classica promozione dell’ultimo lavoro.
Tatiana parla poco, oltre ai ringraziamente di rito, ma si gode il calore del pubblico in ogni istante di pausa fra una canzone e l’altra. Una nota curiosa e stilistica per chi non era in prima fila: Tatiana, sotto l’elegante abito nero, indossava dei calzettoni bianchi con disegnati dei funghi, mentre Vlad si è presentato alla batteria indossando una maglietta della nazionale di calcio Italiana.
E’ indubbio che le luci della ribalta siano tutte per Tatiana, ma è importante sottolineare come la base ritmica di Eugene Abdukhanov e Vladislav Ulasevich sia decisamente brutale, mentre Roman Ibramkhalilov suona tranquillo la sua chitarra, come se non stesse in realtà sfiorando tonalità djent e livelli tecnici complicatissimi. A giudicare dalle reazioni ottenute stasera, sembrerebbe che la stella dei Jinjer sia destinata a brillare ancora a lungo – e tenere come ultimo brano Pisces vuol dire che tutti i fan torneranno a casa con il sorriso sulla bocca ed un ottimo ricordo del concerto.

Jinjer a Milano: le foto del concerto

Jinjer a Milano: la setlist del concerto

Teacher, Teacher
Sit Stay Roll Over
Ape
Judgement (& Punishment)
I Speak Astronomy
Dreadful Moments
Who’s Gonna Be the One
Retrospection
Perennial
On the Top
Pit of Consciousness
Just Another
Words of Wisdom
—–
Pisces

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