X Factor finale: report e galleria completa

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Foto di Francesca Fiorini, parole di Sara Alice Ceccarelli

Era il lontano 2004 quando Simon Cowell decise di rimpiazzare il Talent britannico Pop-Idol, chiuso dopo il calo di ascolti, con un talent dal format un pochino differente.

E meno male, perché se così non fosse stato non avremmo visto talenti Over 25 dato che Pop-Idol poneva un limite di età.

In questa tredicesima edizione abbiamo imparato ad amare alcuni artisti conosciuti, altri invece probabilmente li amiamo un pochino meno. I giudici infatti, quando diventano appunto “giudici” perdono l’immagine creata dal palco e dalla lirica delle loro composizioni e diventano quell’essere umano che non è poi così tanto lontano e differente da noi.

Forse non ci si aspettava di vedere Samuel commuoversi per la bravura dei cantanti e con ogni probabilità ci sarà qualcuno che si sarà stupito dei piccoli moti di stizza di Malika Ayane, nascosti da sorrisi troppo tirati.

Per quel che riguarda me invece, se Mara Maionchi ha confermato la propria grandezza in termini di conoscenza musicale e di ironia spiccata, Sfera Ebbasta mi ha piacevolmente colpito: giovane sì e di certo un po’ arrogante, ma tanto attento alle proprie UNDER donna, da divenire proprio un fratello maggiore.

In questa coloratissima ultima puntata che forse è un po’ esausta nel mettere in scena ogni anno uno spettacolo sempre più sfarzoso di quello precedente, i talenti in gara erano Davide Rossi, talentuoso quarto classificato (forse dallo charme un po’ datato che stona con la sua giovane età), La Sierra, terzi classificati che hanno vissuto ogni giorno e ogni sfida con l’entusiasmo e l’impegno degno di artisti navigati, e i finalisti Booda e Sofia.

E siamo al fischio finale.

Cattelan annuncia il vincitore: ed è Sofia.

Una vittoria telefonata dal primo giorno, una ragazzina di 16 anni che come inedito porta una canzone scritta due anni prima non può non avere l’X-Factor.

Siamo tutti felici per Sofia Tornambene, talentuosa, umile ed educata, anche se questa finale ha sicuramente risentito dell’assenza dell’altro grande favorito già dalle audizioni, Eugenio Campagna che ha patito dell’essere troppo avventato con quel pizzico di tono sprezzante tipicamente romano che non gli è stato perdonato.

Questo X Factor non è stato certo la rivincita degli sfavoriti rivelatisi i veri eleganti, altrimenti il pubblico avrebbe regalato la vittoria a La Sierra, ma ha preferito rispettare il talento e l’effetto “wow” che una Sofia Tornambene esercita su nonni e genitori e che allo stesso tempo incarna il sogno di ogni ragazzina timida che vorrebbe invece “spaccare”.

E diciamo la verità, alla fine X Factor mette d’accordo sempre tutti anche perché si sa, perdere a X Factor talvolta ha il colore e il fruscio di un tappeto rosso che apre la strada verso il successo.

Sara Alice Ceccarelli

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