Recensioni: Wires, il primo album dei Random Clockwork

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Wires è il primo album dei Random Clockwork, autoprodotto. Si tratta di un lavoro che amalgama sapientemente rock ed elettronica, con un sound potente, talvolta aggressivo, se vogliamo un po’ animalesco, data l’attitudine dei musicisti di indossare maschere con volti animali. Anche la natura è un elemento ricorrente all’interno del disco: è stata una fonte d’ispirazione per tutto il processo di scrittura e composizione del disco. La voce femminile canta testi in inglese, e questo rende l’ascolto ancora più piacevole.

Macula è la traccia d’apertura che ci introduce all’ascolto con suoni distorti, un basso elettrico potente e dei synth prepotenti, soprattutto verso la parte finale. Particolarmente coinvolgente è il sound di Felina, in cui i synth si fanno fortemente presenti. Il ritornello è facilmente memorizzabile, e bisogna aggiungere infatti che per quanto si tratti di un rock elettronico, l’ascolto è comunque abbastanza fruibile, specialmente per chi già familiarizza con questo tipo di sonorità. La parte finale della canzone ospita anche chitarre elettriche. Passiamo poi a Wires che almeno in principio sembra molto diversa dalle precedenti, con una chitarra acustica che ne fa da padrona. Però nel ritornello torna l’elettronica, con delle sonorità sempre particolari e accattivanti.

Con le tre tracce successive, Magneto, Faster transmission e Amigdala torniamo a delle sonorità più puramente elettroniche, quasi dance, ma sempre con sfumature di oscurità. Arriviamo dunque a una traccia particolarmente interessante del disco, Event Horizon che abbina la componente più trasgressiva, fortemente presente, a una più sognante, aspetto che forse era più marginale nelle tracce precedenti. Questo aspetto onirico tornerà nella traccia finale, Inanna. Memento è ancora (quasi) pura elettronica, con la consueta attitudine rock. Ma la traccia più aggressiva e selvaggia di tutto il lavoro è indubbiamente The Hopscotch che a tratti ha una ritmica velocissima. Un video è già presente su YouTube.

Si tratta dunque nel complesso di un album coraggioso, selvaggio, a tratti potrebbe essere considerato un po’ folle da alcuni, ma invece è da ammirare come questi artisti abbiano voluto esprimere loro stessi con così tanta sincerità e audacità, uscendo dalle comodità e dalle consuetudini che invece molto spesso sono presenti nel mondo della musica.

TRACKLIST

Macula
Felina
Wires
Magneto
Faster transmission
Amigdala
Event Horizon
Memento
The Hopscotch
Inanna

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