Live Report: Temples @ Locomotiv Club, Bologna

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Questa sera, sabato 23 novembre, non voglio parlare di armonia tra la band, poiché tende un po’ a mancare tra i vari componenti che si trovano sul palco del Locomotiv Club, ma, piuttosto, dell’atmosfera che proprio i cinque elementi riescono a creare e a regalare al pubblico bolognese.
C’è del freddo, a parte i soliti “grazie mille Bologna”, ma dalla band proveniente da Kettering ci si aspetta altro: abbiamo le urla di approvazione da parte dei fan (essenziale); ci sono anche i sing along del nuovo album “Hot Motion” uscito lo scorso 27 settembre (molto positivo); c’è una nuvoletta psichedelica che ci avvolge e ci accarezza tutti, facendoci sentire quel calore che forse ci aspettavamo dalla band (ottimo).
Questa è la serata de i Temples, la band capitanata da James Edward Bagshaw i cui capelli tendono a ricordare proprio l’essenza di una candida nuvola.
Solo con l’aspetto esteriore della band, ci immergiamo in uno stile anni ’70 fatto di velluto, pantaloni a zampa e scarponcini che non sono il massimo della comodità, abitudine a parte.
Tuttavia, i dettagli che ci permettono di gettarci a capofitto in quegli anni così esuberanti, eccessivi, eclettici e colorati sono dovuti, come ovvio e giusto che sia, dalla musica de i Temples: questa è viva,  crea delle visioni e, come ho già detto in precedenza, sembra essere tessuta e fatta di velluto, così palpabile e ricca di sonorità e melodie eteree.
Gradevole, oltre allo show lucido al quale stiamo assistendo, è anche la setlist, ovvero una vera e propria combinazione di Sun Structures, Volcano e Hot Motion.
Psych rock revival degli anni ’60-’70, sezione ritmica audace e lucida, riff euforici, giochi di luci e ombre e attitudine che segue alla perfezione lo stile abbagliante: i Temples regalano uno show vibrante e mai banale, intenso, pieno di improvvisazioni e una bellissima “Mesmerise” che fa terminare a tutti noi una certa visione calorosa ed eccitante di questo show.

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