Recensione: The Destroyer (part I & II) di TR/ST

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The Destroyer è il terzo album, composto da due parti, di TR/ST (Trust), progetto di Robert Alfons. Uscito dopo ben cinque anni dall’ultimo Joyland, si rivela un lavoro ambizioso e ben riuscito.

Ogni parte è composta da otto tracce, ma l’album può considerarsi nel suo insieme come un continuum, malgrado alcune differenze. Il filo conduttore è l’atmosfera che ben combina dark-wave e synth-pop, senza trascurare però delle note più riflessive. Il tutto è accompagnato dalla caratteristica voce cupa di Robert Alfons che ci trasporta, mentalmente, in un altro universo.

Per quanto riguarda la prima parte, possiamo affermare che si alternano pezzi più puramente elettronici, e altri in cui l’elettronica è comunque presente, ma c’è anche una buona componente pop. Alcuni brani sono quasi esclusivamente strumentali, o comunque la voce è presente in maniera marginale. Fra i brani più interessanti ricordiamo la canzone introduttiva, Colossal, che ci addentra quasi violentemente nell’ascolto. E in particolare vogliamo ricordare Grouch che ha un intro potentissimo di synth, e più in generale si presenta come un pezzo “violento” e travolgente.

La seconda parte ha inizio con una malinconica e suggestiva Enduring Chill, quasi unicamente composta da piano e voce. Si prosegue con Iris, forse il brano più interessante (almeno a nostro avviso) della seconda parte. Elettronico e pop allo stesso tempo, presenta delle sonorità che ricordano anche parzialmente i migliori brani dei Depeche Mode.

Darling e cor sono altri brano introspettivi e particolarmente malinconici, ma a differenza del brano in apertura vedono l’ampio utilizzo di elettronica.

Arriviamo dunque alla title track, ovvero Destroyer, altro brano molto interessante che unisce l’usuale componente dark con quella più melodica, con piano e anche chitarra elettrica. Con la strumentale Shame si passa alle ultime due tracce del disco, le quali si presentano sì elettroniche, ma comunque pregne di elementi più melodici.

Insomma, questa seconda parte, nel suo complesso, si presenta meno elettronica forse rispetto alla precedente, ma comunque piena di spunti interessanti. Una costante ricorrente è la voce cupa e profonda di Robert Alfons. Un ascolto che consigliamo a tutti gli amanti della dark-wave, del synth-pop, oppure semplicemente, più in generale, a chi ha voglia di scoprire o approfondire un interessante universo musicale.

TRACKLIST PART I

1. Colossal

2. Gone
3. Unbleach
4. Bicep
5. Grouch
6. Poorly Coward
7. Control Me
8. Wake With

TRACKLIST PART II

1. Enduring Chill

2. Iris
3. Darling
4. cor
5.Destroyer
6. Shame
7. The Stain
8. Slow Burn

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