Fatal Report: recensione del libro sui concerti metal storici passati in Italia

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In un’epoca in cui la nostalgia è elevata a valore anche musicale, un libro come Fatal Report è una manna dal cielo: la sua semplice missione è quella di raccontare alcuni dei concerti che sono passati alla storia del metal Italiano, ma anche alcuni dei peggiori, per contestualizzare in che razza di posti si possano svolgere alcuni eventi e quanto in basso possano scendere alcune band.
La trovata di Francesco Ceccamea è stata quella di far raccontare questi concerti a chi li ha vissuti in prima persona dieci, venti, trenta e ormai anche quaranta anni fa: alcune delle più note penne del metal italiano, comprese alcune praticamente ormai ritiratesi dalla scena giornalistica ma che hanno risposto all’appello, per poter scrivere con passione di qualche concerto che ha segnato la propria fede musicale.

Nell’enorme libro (320 pagine, ma con una copertina rigida che rende maneggevole la lettura) c’è veramente di tutto: dai molteplici ricordi del primo concerto degli Iron Maiden in Italia (quasi scordando che gli headliner erano i Kiss), ai Venom che si portarono dietro i Metallica, al finto addio alle scene di Ozzy, ma anche Carcass, il festival Sonoria (con Aerosmith e Sepultura, per dire di quanto si osasse ai tempi), qualche Gods Of Metal, i Pantera immortali del 1994 e via così. Ogni scrittore ha il suo stile, c’è chi racconta il concerto fin dalla preparazione in stile “Sabato del Villaggio”, raccontandone anche epici viaggi, e chi si attiene più al lato musicale – è indubbio che qualche aneddoto personale, o anche qualcuno che contestualizzi l’epoca storia in cui si sono svolti i concerti, dona più pepe alle fredde cronache musicali.
Come si faceva a sapere dell’arrivo di un concerto, in epoca pre-internet? Come si compravano i biglietti per concerti esteri, prima dell’era digitale? Che odore aveva il fango del Big 4 in Svizzera? Quanto sangue è stato versato nei pit degli Slayer? A tutte queste domande si troverà più o meno una risposta – risposta scontata per chi ha vissuto una certa epoca, ma incredibile per chi vuole sapere come giravano le cose una volta.

Il libro è consigliato appunto sia ai vecchi true metallers che vogliono rivivere i fasti di un’epoca (insomma i fan de Il Metallaro Quarantenne), sia a chi vuole sognare dei tempi in cui le grosse band suonavano ancora nei club per 10,000 lire.
Un consiglio per assaporare lettura sarebbe quello di affrontare un capitolo (ovvero un concerto) al giorno, andandosi poi a cercare su YouTube qualche video relativo a quello show, commuovendosi anche davanti ai bootleg più scandalosi e ammirando la migliore qualità offerta dall’arrivo del digitale. Su internet si trovano incredibili spezzoni di quasi tutti i concerti raccontati, e vale la pena centellinare la lettura per perdersi nelle sonorità di un’epoca ormai andata.

Se si possono muovere due critiche al libro, sono legate ad aspetti tecnici: l’indice dell’opera riporta solo i titoli degli articoli, ma omette completamente il nome della band di cui si parlerà – sarebbe stato più pulito mettere semplicemente band, data e autore del live report; inoltre, ci sono una discreta manciata di refusi che, soprattutto in qualche pezzo, possono infastidire i più appassionati di nazismo grammaticale.

Francesco Ceccamea e AA.VV.
Fatal Report – I grandi concerti metal in Italia dai primi Iron Maiden al Big Four
305 pagine
€ 20.00

(Dal sito di CRAC Edizioni si può comprare il libro a 16 euro, su Amazon lo si trova a 17)

Doverosa precisazione finale: ho collaborato a questo libro. Ho scritto tre articoli e una introduzione di cui vado super-fiero, e tutte le foto all’interno del libro sono mie.
Se immaginate un qualsiasi conflitto di interessi nel fatto che io recensisca questo libro, ci sono due fatti di cui dovete tenere conto:
• Al libro hanno contribuito quasi trenta penne “storiche” del giornalismo metal in Italia. Se nessuno di loro potesse recensire il libro, sarebbe un bel problema, perchè queste penne (me compreso) continuano a scrivere e la gente continua a leggerle, e vale la pena di parlarne, di questo libro.
• Vi dico tutta la verità: sono piuttosto sicuro che tutti i collaboratori al libro, lo abbiano fatto a titolo gratuito, per amicizia con Ceccamea, o per semplice amore per il metal (visto che, sempre per essere onesti, non so quanti amici abbia Ceccamea, dopo aver scritto Shocking Metal). Nessuno di noi riceverà royalties dalle ricche vendite di Fatal Report – si spera che almeno la casa editrice e lo stesso Ceccamea qualche soldo lo vedano, perchè se lo meritano. Ma insomma, lo ripeto: se parlo di questo libro (e se ci ho contribuito), è perchè ne vale la pena.

Fatal Report: la presentazione del libro

Dalla quarta di copertina:

“L’Italia è uno dei posti dove il metal troverà sempre calore e affetto” dice l’ex Governatore Formigoni. E se in tanti anni le star del genere si sono complimentate per il supporto del nostro pubblico non era solo una frase buttata lì per imbonirsi i cronisti e i fans. Dall’arrivo dei Maiden di supporto ai Kiss nel 1980 fino alle reunion del nuovo millennio, il metal ha sempre riscosso grande amore dagli Italiani.
Francesco Ceccamea, penna di Classix Metal, Classix e Classic Rock, ha deciso di riunire in un solo libro le più celebri e dotate penne del nostro giornalismo metallaro degli ultimi quarant’anni, chiedendo a tutti un report di un concerto che gli sia rimasto conficcato nel profondo del cuore.
Gianni Della Cioppa, Francesco Fuzz Pascoletti, Stefano Cerati, Andrea Raffaldini, Vinz Barone, Gianluca Grazioli, Alessandro Ariatti, Heintz Zaccagnini, Andrea Signorelli e decine di altri nomi, firmano i tasselli di un mosaico che rappresenta un’epoca irripetibile, dalle esibizioni nei locali più indecenti fino ai grandi palchi del Monsters Of Rock e Gods Of Metal, gli autori non le mandano certo a dire, con aneddoti esilaranti, rivelazioni clamorose carpite a bordo palco ed esibizioni ormai divenute epiche.
Le più grandi band metal nei tour più famigerati; i gruppi di culto del death estremo, il volume cerca di trasmettere l’esperienza del metal a chi non c’era e anche a chi c’era ma non si ricorda più tanto bene di esserci stato.
Il volume è arricchito delle foto di Paolo Bianco, reporter per Metal Shock e Blogo.

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