Live Report: Kool & the Gang – Casinò Estoril, Portogallo, 2 luglio 2019

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Quasi 55 anni di carriera, 24 album, due Grammy Awards, sette American Music Awards, 25 hit nella top ten R&B, nove nella top ten pop, 31 album d’oro e di platino, e numerose hit internazionali. Questi, i numeri di Kool & the Gang, il gruppo fondato nel 1964 dai fratelli Ronald e Robert “Kool” Bell, che ieri sera si è esibito al Casinò di Estoril, alle porte di Lisbona, due giorni dopo lo show nella capitale.
La band di Jersey City, che negli anni, è passata dal rhythm and blues al funk, toccando soul e jazz, per finire con la disco-funk, ma sperimentando anche l’hip hop, ha riproposto tutte le sue hit. In un’ora e mezza di ottima musica, il gruppo statunitense ha ripercorso mezzo secolo di successiinframezzati da un megamix anni ’70: Tonight (1984),Fresh (1984), Too Hot (1980), Joanna (1983), Take My Heart (1981), Sexy (Where’d You Get Yours)— l’ultimo singolo pubblicato nel 2016, che ha raggiunto la 15° posizione della classifica Adult R&B di Billboard Let the Music Take Your Mind (1970), Open Sesame(1976), Funky Stuff (1973), Jungle Boogie (il primo successo del 1973, inserito successivamente nella colonna sonora di Pulp Fiction di Quentin Tarantino), Hollywood Swinging (1974), Summer Madness (1975), Big Fun, No Show (1982).
Le signore in sala si commuovono alle prime note di Cherish (1984), mentre dal brano seguente (Let’s Go Dancing, del 1982), e fino alla fine, il pubblico ‘agé’ e molto composto, che gremisce in ogni ordine di posti la sala del Casinò di Estoril, si scatena al ritmo di Ladies’ Night (1979), Get Down on It (1982), e Celebration (1980): una mitragliata di successi disco-funk, con i quali è impossibile restare seduti.
Il biennio 1985-1986 ha segnato l’apice del successo per il gruppo dei fratelli Bell, con ben quattro singoli nella classifica top 20 statunitense: gli unici artisti ad aver mai centrato il poker —  sono stati anche gli unici americani ad aver partecipato alla registrazione del celeberrimo Do They Know It’s Christmas?,il progetto di all-stars, promosso nel 1984 da Bob Geldof per combattere la fame in Africa.
Una carrellata di successi, che la band Ronald Bell e James “JT” Taylor ha collezionato, fino a quando questi hanno abbandonato il gruppo dopo la pubblicazione dell’album Forever(1987), che ha segnato il crepuscolo della band. Con l’uscita di Taylor, che era entrato a far parte del sodalizio nel ’79, e di Bell, autore e produttore dei maggiori successi del gruppo, la creatività di Kool & the Gang è venuta meno, e a nulla è valso il ritorno dei due transfughi. Taylor ha lasciato nuovamente il gruppo nel 1988, per riapparirvi brevemente nel 1995 per la registrazione dell’album State of Affairs— una parentesi che è durata fino all’abbandono definitivo nel 1999. Dal 2016, dopo aver sperimentato come cantanti Sennie “Skip” Martin, Odeen Mays, Gary Brown e Lavell Evans, la parte vocale principale è affidata a Walt Anderson, che affianca il veterano Shawn McQuiller, impegnato ad alternarsi alla seconda chitarra ritmica.
Sul palco, questa ensemble di 10 componenti, è una vera e propria ‘non-stop music machine’.La sezione ritmica, batteria, ben due bassi e due chitarre ritmiche, fila come un treno, accompagnata dalla sezione fiati —tromba, trombone e sax —che non fa rimpiangere i favolosi Tower of Power dei disciolti Earth, Wind & Fire. I fratelli Bell, che, oltre a George Brown alla batteria e Dennis Thomas al sax alto, sono gli unici componenti originari del gruppo, sono la colonna portante di questa band, con Robert al basso, a fare da ‘tiro’, e Ronald, al sax tenore, a guidare gli ottoni.
I terribili nonnini — alcuni dei membri originali sono alla vigilia del settantesimo compleanno — si divertono, e fanno divertire il pubblico, con un’energia e un entusiasmo da fare invidia a molti ventenni. Michael Ray, eccezionale trombettista jazz sessantaseienne, un passato con Patti LaBelle, i Delfonics e Sun Ra, e collaborazioni, tra gli altri, con gli U2, si permette addirittura di fare un paio di piroette a testa in giù, lasciando stupefatti (e invidiosi) i numerosi coetanei in platea — più che un numero da circo, sembrava una scena di Cocoon. I balletti sincronizzati, che coinvolgono anche il pesantissimo trombettista Jermaine Bryson, sono quelli della miglior tradizione black, e richiamano alla memoria le mirabolanti esibizioni dei Jacksons, con i quali si esibiranno il 14 luglio a Saffron Walden, nella regione inglese dell’Essex.
A loro agio più a contatto con il pubblico, che nella spaziosa Altice Arena, dove si erano esibiti due giorni prima, i Kool & the Gang aprono le danze quando mancano quattro canzoni alla fine dello show. È McQuiller a dare inizio alla festa, subito sostenuto da Anderson: il pubblico si precipita fin sotto al palco, dove i membri della band si alternano a stringere mani e battere ‘cinque’, ballando in un tripudio di braccia alzate, fino all’ultima nota di Celebration.
Quella a cui abbiamo assistito, è stata una cavalcata nostalgica nel tempo, con una band che è considerata una leggenda della musica —tra il 1980 e il 1986 ha collezionato ben 14 singoli nella classifica top 40 americana, più di Michael Jackson. Mancano all’appello hit come Straight Ahead(1983), Misled (1984),When You Say That You Love Somebody(1984), Emergency(1985), e Victory (1986). Dopo Still Kool, l’ultimo album pubblicato nel 2007, Kool & the Gang hanno ritrovato un parziale successo solo nel 2016, con Sexy (Where’d You Get Yours), singolo che ha raggiunto la 15° posizione della classifica Adult R&B di Billboard, preferendo concentrarsi sulle esibizioni dal vivo: una vera e propria festa, per chi ha avuto la fortuna di assistere a questo minitour tour in terra lusitana, organizzato dal Gruppo Chiado.
Kool & the Gang si esibiranno in Italia, al Parco San Valentino di Pordenone il 17 luglio, unica data italiana di questo breve tour europeo; per chi può, un’occasione da non perdere.

Foto e live report di Marco Marsili

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